SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si è svolta sabato 30 ottobre la conferenza stampa di presentazione dell’Undicesima Rassegna del Documentario Premio Libero Bizzarri, che si svolgerà a S. Benedetto del Tronto dal 9 al 13 novembre.
Il motivo dominante delle proiezioni sarà quello della guerra, la cui scelta è così giustificata dal presidente della Fondazione Bizzarri, Maria Pia Silla: “Il tema della rassegna di quest’anno è il pianeta delle guerre. Abbiamo pensato di trattare un argomento così attuale e scomodo per stimolare un dibattito serio sulla natura dei conflitti che stanno colpendo il mondo. Ancora oggi non sappiamo se la guerra sia uno modo per ottenere il bene della collettività o se sia solo uno strumento utilizzato nell’interesse di qualcuno. Per questo abbiamo voluto inaugurare la manifestazione, in collaborazione con il cineforum, con un film controverso come la ‘Terra dell’Abbondanza” di Wim Wenders, opera che ha raccolto pareri diametralmente opposti. Siamo convinti che questo film offrirà subito l’occasione per aprire un dibattito approfondito.”
Non mancheranno lavori particolarmente interessanti, delle vere e proprie ciliegine sulla torta, come il documentario a Leo Ferré, e quello di Michelangelo Antonioni “Lo sguardo di Michelangelo”, pellicola candidata all’Oscar e proiettata per rendere omaggio ad un grande ospite della rassegna.
La prima novità dell’undicesima edizione è la presenza di una sezione dedicata alla scuola e all’istruzione, come sottolinea la Silla: “Le scuole elementari hanno prodotto straordinari risultati per quantità e qualità. È per questo che la Fondazione ha deciso di destinare un momento esclusivamente alla produzione giovanile”. Iniziativa questa, che diventerà concorso a partire dal prossimo anno.
Tra gli elementi innovativi della stagione 2004/2005 figura anche la scelta di contestualizzare la rassegna nel periodo autunnale. Fino alla scorsa edizione infatti il Premio si svolgeva durante la stagione estiva. Il cambio di data è stato determinato dalla volontà di comunicare maggiormente con i giovani e con le scuole, e per relazionarsi maggiormente con il territorio. Inoltre come ha aggiunto il vice sindaco Pasqualino Piunti: “Destagionalizzando l’evento, si ha l’opportunità di offrire più possibilità ai cittadini diluite nel corso della stagione, come accade per la Biennale Adriatica di Arti Nuove”.
Il documentario è ormai un genere cinematografico tornato in auge nelle sale cinematografiche grazie anche ai successi ottenuti da Michael Moore. “I documentari sono ormai arrivati anche ai festival” commenta Gualtiero De Salvi, presidente della giuria “c’è una forte risposta e riscoperta da parte del pubblico. Anche a S. Benedetto c’è sempre stato un riscontro positivo: c’è la voglia di fare perché ciò che si fa qui è si riflette a livello nazionale”.
Non mancheranno i rapporti con il mondo delle istituzioni culturali né con le Università, in particolare con quella di Urbino, in cui lo stesso De Salvi insegna.
Per consolidare invece il legame del Bizzarri con il territorio, si sta cercando di creare un documentario sulla realtà portuale, come ha aggiunto l’assessore alla cultura di S. Benedetto Bruno Gabrielli. Un intervento, quello di Gabrielli, incentrato soprattutto sul peso economico che certe iniziative hanno: “Finchè è lasciato tutto sulle spalle degli enti pubblici non è facile portare avanti i progetti. Bisogna razionalizzare le iniziative per puntare su degli elementi vincenti”.
Quasi una richiesta nei confronti della Provincia, presente nella figura dell’assessore all’istruzione e alla cultura, Olimpia Gobbi. La Gobbi ha sottolineato l’ambizione a livello provinciale di creare un sistema culturale integrato. La volontà provinciale è infatti quella di costruire dei poli di aggregazione, come può essere il Bizzarri, che possano integrarsi e offrire al territorio una sorta di area riconoscibile di multimedialità. “Questo è reso possibile anche dal fatto che S. Benedetto è una città votata alla multiculturalità,” aggiunge l’assessore, ” è la città più giovane del territorio e per vocazione è portata a misurarsi con la contemporaneità.”

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