SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Avevano promesso loro la realizzazione di un sogno: diventare modelle o attrici in Italia. Molte ragazze rumene, tutte giovanissime e di bell’aspetto, ci avevano creduto. Ma quel sogno si è subito tramutato in un incubo. Alcuni loro connazionali senza scrupoli, infatti, le violentavano, minacciavano, le facevano prostituire e poi le vendevano quando non rendevano più come prima. Le ragazze, dopo un lungo viaggio da Barlat, al confine con la Moldavia, dove c’era un orfanotrofio, loro domicilio per molti anni, raggiungevano il Veneto. Qui due organizzazioni criminali, una italo rumena e l’altra italo albanese, le introducevano nel mondo del malaffare. Per molti mesi i night e i marciapiedi di diverse parti d’Italia, compreso San Benedetto, sono diventate le loro prigioni. Anche due albanesi domiciliati in città, Bozhiqi Klodian e Hyseni Ardi, ne avevano comprate due, pagando per una giovanissima 5 mila euro. Presto comunque con le loro “schiave” sui marciapiedi avrebbero guadagnato 4 volte di più.
Con l’operazione ‘Orchidea’, condotta dalla Squadra Mobile di Treviso in collaborazione con i colleghi di Verona, Teramo ed Ascoli molte giovani donne sono potute tornare a vivere anche se con grande difficoltà, dal momento che sono anche sotto le cure mediche di psicologi. Il Tribunale di Treviso, in queste ore, grazie alle loro denunce, ha emesso undici ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli aguzzini. Il reato di cui ora risponderanno è associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina a scopo di prostituzione, sfruttamento, violenza sessuale ed estorsione. I due albanesi coinvolti, arrestati questa mattina presto dagli agenti della sezione “Criminalità organizzata? della Questura di Ascoli e del Commissariato di San Benedetto, sono stati invece accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

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