SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La settima giornata di campionato del girone B può riassumersi nella classifica che si accorcia incredibilmente, nella giornata storta delle “big” che non riescono a vincere e, guardando in casa nostra, nei colori delle Marche “pallonare” che salgono alla ribalta delle cronache: due vittorie per Samb e Fermana ed un pareggio di platino della Vis in quel di Rimini.
Termina con un bilancio assolutamente positivo per i colori rossoblu il turno di ieri pomeriggio. La squadra di Ballardini non solo coglie la prima vittoria in campionato tra le mura amiche, ma guadagna punti importanti in chiave salvezza (?) piazzandosi al terzo posto in classifica, seppure in coabitazione con Rimini e Lanciano. 12 punti in sette gare. Una squadra messa in piedi nel giro di un paio di giorni, tanti giovani, un allenatore esordiente in serie C, la mancanza – diciamola tutta – di una vera prima punta (Vidallè è tutt’al più un “clone”). Eppure i marchigiani sono lì, ad un passo dall’Avellino e domenica prossima sfideranno la Reggiana, ovvero la vice-capoclassifica. Che duri il più a lungo possibile il sogno dei rossoblu, i quali però adesso inaugureranno una serie di partite assai ostiche che ci diranno con maggiore precisione la reale consistenza del team del presidente Mastellarini: in successione Reggiana, Teramo, Avellino e Napoli. Quello a venire sarà il mese della “verità”.
Ieri intanto Colonnello e company hanno avuto la meglio su una squadra, il Benevento, che chiude nel peggiore dei modi una settimana tribolata, caratterizzata dal silenzio stampa della società e dai contrasti tra i giocatori e la tifoseria. Benedetti è più che in bilico.
L’Avellino mantiene il primo posto. Il macth con la Reggiana porta in dote più di un rimpianto se è vero come è vero che nel secondo tempo i “lupi” hanno provato in svariate maniere a “sbranare” i granata, sorretti però da uno strepitoso Paoletti. Mister Giordano può ritenersi soddisfatto perchè fare risultato al Partenio non è cosa semplice e se anche lo si è ottenuto con un po’ di fatica occorre sempre tenere a mente che quella emiliana è l’unica squadra imbattuta della divisione est e vanta il migliore attacco e la difesa meno perforata. Chapeau…
L’altro atteso incontro della giornata era in programma al Paolo Mazza di Ferrara. Secondo risultato ad occhiali consecutivo per il Napoli che non segna dalla bellezza di quattro partite ed ha racimolato appena due punti nelle ultime quattro gare. I tremila tifosi partenopei in Emilia hanno “salutato” la squadra, a fine gara, con un fitto lancio di bengala. Nota a margine esclusa – si è già rotto il feeling con la tifoseria? – è allarme azzurro? Il patron De Laurentiis ha scherzosamente (?) rivelato che porterà l’intero staff tecnico a farsi benedire e che nel mercato di riparazione del prossimo gennaio cercherà di sicuro qualche “correttivo” ( si parla con insistenza del pescarese Calaiò), ma intanto la sterilità offensiva degli azzurri è assai preoccupante. Come quella della Spal che finora ha gonfiato la rete in sole cinque occasioni. Tradotto: avere in squadra il figlio di “Spillo” Altobelli (Mattia) non basta. Buon sangue…mente?
Flop del Lanciano, ex seconda forza del girone. Il Giulianova che non t’aspetti – niente di trascendentale, ma almeno grintoso e coriaceo nel cercare la via del gol scaccia-crisi – ha la meglio sui frentani grazie ad una prodezza del solito Cozzolino che decide una gara contrassegnata da una cinquantina di falli, nove ammonizioni ed un’espulsione (Finetti del Lanciano al 29′ del primo tempo).
Non riesce ad emergere neppure l’ex Super-Rimini che sembra toccare la criptonite quando incontra la Vis Pesaro. Tante palle gol per gli uomini di Acori che prima debbono inseguire e poi una volta raggiunta la parità gettano alle ortiche un calcio di rigore – è la quarta volta dall’inizio del torneo… – con Muslimovic. Chi sbaglia paga ed i romagnoli da due turni sembrano aver perso la “bussola”.
Ad appena un punto dal trio Samb-Rimini-Lanciano c’è un Padova in netto recupero – tre vittorie nelle ultime quattro domeniche – che nonostante non entusiasmi quantomeno sta dimostrando di realizzare, pian piano, la “quadratura del cerchio”. Il potenziale a disposizione di Ulivieri del resto è di prim’ordine e le prospettive per disputare un campionato di vertice stanno lentamente delineandosi. Travolto il Sora che pure ha fatto sudare i biancoscudati. La truppa di Capuano è la difesa più battuta della divisione est (14 reti): la penultima “piazza” in graduatoria è la logica conseguenza.
Il Foggia nel posticipo di stasera conferma tutte le difficoltà e le contraddizioni – ad un mercato “faraonico” fanno da contraltare un gioco e dei risultati a dir poco deludenti – di questo inizio di stagione. Per avere la meglio sulla giovane (e sorprendente) Fermana non è bastata la coppia d’attacco Cellini-Oliveira, un lusso per la categoria. Gli ospiti hanno disputato un match accorto all’insegna del contropiede, senza rischiare più del dovuto. I rossoneri nonostante il forcing del secondo tempo non sono riusciti a scardinare la porta di un attento Chiodini ed ora non possono far altro che mordersi le mani per l’ennesima occasione buttata. Se si intende recitare un ruolo da protagonista non si possono perdere due partite su quattro nello stadio amico. Quanto alla Fermana (11 ora i punti in classifica, ad appena tre lunghezze dalla capolista), dove vogliono arrivare i “discoli” di mister Cari?
“Colpo di reni” del Chieti che si stacca dalla zona calda della classifica liquidando (ed inguagliando) il Teramo dopo un match contrassegnato da tante emozioni. Ben cinque gol e risultato sempre in bilico. La caparbietà dei neroverdi ha avuto la meglio sui biancorossi di mister Foschi, il quale a fine gara è stato contestato dai tifosi. Sempre dopo il 90′, arriva la notizia delle dimissioni del ds Traini. Ma non era meglio tenersi Zecchini?
Ultima partita della giornata Martina-Cittadella, forse la più brutta. Poco gioco e palle gol con il contagocce. Le due squadre si dividono la posta in palio e tutto sommato non serve a nessuna delle due. Di certo non al Cittadella che ancora non ha mai provato l’ebrezza dei tre punti e si ritrova, solitario, all’ultimo posto. Contestato da un gruppeto di tifosi di casa il tecnico Chiancone.

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