ANCONA – E’ stata dedicata all’associazionismo e alla cooperazione la sessione odierna del Convegno internazionale sulla Pesca, aperto ieri ad Ancona.
I presidenti nazionali della categoria – di AGCI (Giampaolo Bonfiglio), della Lega (Ettore Ianì), Federpesca (luigi Giannini), Federcoopesca (Massimo Coccia) – sono stati compatti nel chiedere un ruolo da protagonisti nella definizione del regolamento comunitario per il prossimo periodo di programmazione. Regolamento già pubblicato in forma di proposta, che deve andare alla concertazione per essere definito nel 2005 e entrare a pieno regime nel 2007.
Un aspetto del regolamento è importante, la progettazione che parte dal basso sul modello dell’esperienza LEADER. Quindi verranno coinvolti tutti i protagonisti e attori del settore nei GAC (gruppi di azione costiera) per seguire la fase della progettazione.
Insieme ai rappresentanti italiani, anche altri Paesi (questa mattina Grecia, Francia, Lettonia, Danimarca) che hanno messo a confronto la loro esperienza organizzativa e i raccordi che hanno con le istituzioni.
Fondamentale il tema di come gestire la politica di pesca nel Mediterraneo dal momento che ci si affacciano paesi Extra UE, che non si possono sentire vincolati alla normativa comunitaria, con tutto quello che comporta (“i turchi pescano durante il nostro fermo biologico?, ha detto il rappresentante greco). La soluzione non può essere che quella del dialogo, di un fronte comune per uno sfruttamento compatibile del mare, dialogo che dovrà portare alla firma di Patti bilaterali. A questo proposito interessate è l’esperienza dell’Associazione Mediasamak che unisce 11 Paesi, alcuni dell’UE, anche di nuovo ingresso e altri extracomunitari: un’associazione nata proprio allo scopo di creare un terreno comune e che sta realizzando una fitta rete di incontri per cercare altre adesioni.
Ha concluso i lavori il vice presidente del Consiglio Regionale Gilberto Gasperi, che si è soffermato sulla questione delle risorse: le Marche – ha detto – sono state penalizzate nell’attuale periodo di programmazione perché escluse dall’Obiettivo 1: siamo la terza marineria d’Italia e abbiamo avuto una dotazione di 17 milioni di euro per sei anni, contro, ad esempio, i 50 milioni della Calabria, situazione “vergognosa?, ha sottolineato.
E sul fronte delle risorse le prospettive non sono rosee: nell’?Obiettivo convergenza?, che prenderà il posto dell’Obiettivo 1 entreranno i Paesi di nuova adesione, mentre rimarranno fuori le regioni italiane che quindi, finiranno tutte per attingere ad uno stesso fondo, che rischia, quindi, di non avere risorse adeguate.

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