SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Egregio Flammini,
mi permetta una replica alla notiza delle dimissioni del presidente del settore giovanile della Samb Umberto Ventura.
Proverò a riassumerla in pochi punti.
1) Leggo adesso la notizia, senza verificarla di persona come sarebbe giusto, ma considerando l’affidabilità della vostra testata la ritengo veritiera e comunque fornita direttamente dal presidente Ventura;
2) Innanzitutto voglio ribadire la mia stima personale nei confronti di Umberto Ventura. L’impegno e la volontà con cui aveva intrapreso l’avventura alla guida del settore giovanile mi avevano fatto capire che di fronte c’era uno sportivo vero ed un serio dirigente che alla Samb ha dato tanto e che tanto ancora poteva dare. Le poche occasioni in cui ci siamo scambiati delle idee, c’era perfetta identità di vedute. La società voleva una grande Samb ed un grande settore giovanile dal quale “pescare” i campioni del futuro e Ventura mi è sembrata una persona adattissima a questo ruolo. Faccio notare che la proprietà voleva anche attribuirgli l’incarico di Consigliere d’Amministrazione, ma è stato lo stesso Ventura – per i molteplici impegni – a declinare questo ulteriore attestato di stima.
3) Da quello che Lei scrive, la causa delle dimissioni va ricercata nella presentazione a San Benedetto del Tronto del mio saggio “Assalto Alla Stampa”, alla quale Ventura ha assistito per pochi minuti. Sinceramente non riesco a mettere in relazione l’attinenza tra le due cose. Da una parte abbiamo un saggio di un giornalista, con la prefazione del professor Nicola Tranfaglia (ordinario di storia contemporanea all’Università di Torino ed autore, tra le tante opere, della Storia della Stampa in sette volumi); dall’altra la nomina in una società di calcio. Mi si obietterà che in quella società il sottoscritto è parte in causa e che mio padre ne è presidente. A questo punto voglio precisare che la mia nomina a responsabile marketing e comunicazione non è stata assolutamente caldeggiata da mio padre, ma richiesta espressamente da altri dirigenti (come l’avvocato D’Ippolito e altri). SI voleva riconoscere al sottoscritto (giornalista professionista da 3 anni, collaboratore fisso del gruppo IL Sole24Ore dal 2001, laureato con lode in Scienze della Comunicazione, segnalato al Premio Philip Morris per il Marketing, autore di documentari e saggi) un ruolo che, fino a questo punto, credo di aver ricoperto con un discreto successo, come Ventura aveva fatto nel suo settore.
4) Chi ha assistito al dibattito, si è reso conto che non c’è stata assolutamente una disputa di tipo politico, anzi si sono susseguiti interventi da parte di assessori (di centro destra), magistrati, giornalisti, semplici cittadini. Lo stesso Bruno Gabrielli, che ringrazio pubblicamente, ha evidenziato il valore “scientifico culturale” del libro (che vanta già una decina di recensioni, anche a livello nazionale), palesando legittimamente una diversità di vedute sulla quale nè io nè nessun altro può permettersi di discutere.
5) Infine voglio evidenziare che Gabriele Mastellarini, a differenza di Umberto, è un semplice tesserato della Samb e quindi risponde in proprio delle sue azioni. Se, ad esempio, un calciatore avesse scritto un saggio sulla situazione della stampa italiana, nessuno della società sarebbe stato autorizzato a criticarlo e non sarebbe stato giusto dimettersi per protesta verso quel tesserato.
Spero di aver chiarito al meglio la mia posizione, confidando in un ripensamento da parte del Presidente Umberto Ventura, che ho reputato e continuerò a reputare una persona seria e meritevole di far parte della SS. Sambenedettese calcio.
Cordialmente
Gabriele Mastellarini

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