SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La sesta giornata va in archivio con risultati importanti. Appena 14 gol segnati, pochini. Il turno in cui, come la giornata d’esordio dello scorso 12 settembre, si è segnato di meno. Turno pro-Avellino, non c’è che dire. I biancoverdi erano attesi dall’infuocato derby col Napoli, allo stadio San Paolo e sono riusciti a portare a casa un punto assai prezioso. E’ stato il derby del “vorrei ma non posso?, con il Napoli che a parte alcune fiammate sul finire di primo tempo ha palesato la solita condizione fisica approssimativa. Magari quando rientreranno alcune pedine importanti e lo stato di forma crescerà, i partenopei si giocheranno le loro carte in chiave promozione. Per ora bisogna pensare ai due impegni nello spazio di pochi giorni: giovedì sera a Fermo e poi a domenica prossima a Ferrara. Dopo questi 180 minuti ne sapremo di più.
L’Avellino dal canto suo ha ottenuto quanto voleva: un punto. “Pinocchiesco? – concedeteci il termine – l’allenatore Cuccureddu nel dire che i suoi avrebbero meritato di più. L’Avellino visto al San Paolo, a dispetto del tridente Evacuo-Ghirardello-Rastelli schierato in avanti, ha dato la netta sensazione di badare più a conservare il pari che non ad offendere.
La cosa più bella del derby in ogni caso, oltre alla spettacolare cornice di pubblico (oltre 60000 spettatori) è stato il gesto delle due società in ricordo di Sergio Ercolano, il giovane tifoso napoletano morto l’anno scorso al Partenio, proprio in occasione della partita tra azzurri e “lupi? biancoverdi: i due capitani hanno consegnato una maglia delle rispettive squadre con su stampato il cognome Ercolano al padre ed alla sorella del povero Sergio. Fuori e dentro lo stadio poi è filato tutto liscio.
Sotto agli irpini scalpita soprattutto il Lanciano che a parte lo scivolone proprio ad Avellino in occasione della prima giornata, ha sempre giocato un buon calcio riuscendo pure ad andare a rete con una certa facilità: dalla sua ha il capocannoniere del campionato (Andrea Soncin con 6 reti) ed il secondo migliore attacco (11 gol) a pari merito col Rimini. Ieri ci ha pensato un Nassi in formato super – due reti di pregevolissima fattura, la seconda ha addirittura strappato al pubblico frentano un applauso lungo oltre un minuto – a dare il primo dispiacere della stagione al Rimini di Acori, sinora la squadra che aveva giocato il miglior calcio. I romagnoli in ogni caso rimangono ad un tiro di schioppo dalla vetta, appena due punti. Il mister biancorosso è persona saggia ed equilibrata, l’ambiente non mette addosso eccessive pressioni, insomma ci sono tutti i presupposti affinché i romagnoli possano rifarsi sin da domenica prossima.
A pari merito con i rossoneri abruzzesi la Reggiana di mister Giordano che dopo aver battuto il Napoli, stasera ha pareggiato su un campo difficile come quello di Teramo. I diavoli rossi, d’altro canto, non avevano di fronte un bel cliente e questo pari può soddisfare il clan biancorosso soprattutto dopo lo scivolone casalingo della settimana passata. A Bonfanti ha risposto il teramano Quadrini. Le due squadre hanno fallito un calcio di rigore ciascuno.
Dietro a queste quatto squadre c’è il Foggia di Lulù Oliveira e Giovanni Stroppa, ambedue ieri all’esordio allo Zaccheria. Sufficiente la prova del centrocampista, non quella del belga. I rossoneri hanno faticato più del dovuto contro un coriaceo Giulianova. Il gol “liberazione? di Mounard è arrivato ad appena nove minuti dal termine.
Sospiro di sollievo in Puglia dunque, clima pesantissimo invece in Campania, sponda sannita. Il Benevento impatta col Chieti – la squadra di Donati gioca meglio e forse ha di che recriminare – e va incontro alla feroce contestazione dei suoi tifosi. Ne sanno qualcosa Petrazzuolo e Martino, aggrediti nel cortile del Santa Colomba dopo l’incontro.
I giallorossi domenica saranno ospiti della Sambenedettese che ieri hanno ottenuto un pari prezioso in casa del Cittadella. Solito limite mostrato dai veneti, ovvero non concretizzare quanto prodotto. Vanno avanti con un rigore di Sgrigna, ma poi vengono raggiunti da una bella punizione calciata da Favaro, giovanotto ex Milan e Parma alla prima segnatura da professionista. Per i granata c’è ancora l’ultimo posto della graduatoria.
Perdono un po’ quota la Spal e il Padova, ma se i biancoscudati danno l’impressione di accontentarsi in terra marchigiani – devono inseguire per più di un tempo dopo la prima rete stagionale del vissino Di Domenico – i ferraresi tentano invano di scardinare la porta della Fermana. I canarini restano in dieci al 32’ del primo tempo, ma l’imprecisione degli avanti spallini (Altobelli su tutti), la bravura di Chiodini ed un pizzico di sfortuna non consentono agli ospiti di fare bottino pieno.
In coda la vittoria, nettissima, per 4-1 del Sora consente ai ciociari di tirare davvero un bel sospiro di sollievo. L’ultimo posto dista appena due lunghezze – la scomoda “poltrona? è occupata dal “duo? Giulianova-Cittadella – ma essere riusciti ad incamerare tre punti (tra l’altro contro una diretta concorrente) dopo quattro insuccessi ed un pareggio, non è cosa di poco conto. Giornata no del Martina che salva la faccia – leggi gol della bandiera – grazie all’immancabile marcatura del solito Da Silva.

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