BENEVENTO – Poteva essere l’occasione per spiccare – o quasi – il volo nei “cieli? dell’alta classifica; tra l’altro l’avversario, il Chieti, veniva da una sconfitta interna inaspettata quanto “dolorosa?, poiché al cospetto dei corregionali del Giulianova. Invece al Santa Colomba, davanti a nemmeno 3000 spettatori (il dato già la dice lunga circa la delusione dei tifosi che dopo la fine dello scorso torneo avevano sentito la società lasciare intendere apertamente di voler migliorare il quinto posto ottenuto e invece si stanno ora “godendo? uno spettacolo assai diverso), è andata in scena una brutta giornata di sport. Primo perché il match tra giallorossi e neroverdi è stato di rara bruttezza e secondo per il comportamento del pubblico sannita – non ci si riferisce ai fischi piovuti a fine gara all’indirizzo degli uomini di mister Benedetti, o al coro “andate a lavorare!!? della curva Sud, ma all’aggressione ad opera di un gruppetto di sostenitori campani a due giocatori della panchina beneventana: il secondo portiere Petrazzuolo ed il difensore Martino. Il tutto accade dopo il 90’ nei pressi del cortile dello stadio. E’ il quarto episodio di violenza della giornata per quanto concerne le tifoserie di serie C, insieme a quelli che hanno visti protagonisti i tifosi di Vis Pesaro e Padova, Ancona e Bellaria e Taranto e Cavese.
In seguito alla terza esibizione casalinga incolore, dunque – una sola vittoria tra le mura amiche, all’esordio contro il Cittadella, ma senza convincere più di tanto – gli affezionati tifosi giallorossi decidono di sfogare la propria rabbia all’indirizzo di Molino e compagni. Imbarazzante la prestazione di ieri pomeriggio al cospetto di un Chieti sceso in Campania intenzionato a fare risultato. E in effetti, se ci fosse stata la possibilità di assegnare la vittoria ai punti, di certo questa sarebbe andata agli abruzzesi, i quali hanno tenuto di più e meglio la palla e soprattutto hanno avuto almeno tre ghiotte opportunità sotto rete. La prima con Rajcic al 12’ del primo tempo (l’attaccante tira alle stelle solo davanti a Lotti), la seconda e la terza nella ripresa e buon per il Benevento che oggi Terrevoli e Guariniello hanno le polveri bagnate.
Pensate un po’, l’azione più pericolosa dei padroni di casa è storia dei minuti di recupero del secondo tempo quando Tchangai, il migliore dei suoi, spara alto a pochi metri dalla porta teatina un pallone arrivatogli sui piedi dopo un’incredibile mischia in area di rigore.
Tutto qua il Benevento e non è bastato nemmeno cambiare alcuni uomini, nella ripresa, per suonare la carica. Cutolo, l’ “eroe? di Teramo, e De Palma non sono riusciti a dare la scossa all’11 giallorosso. Al termine della partita mister Benedetti, annusando l’aria che tira nell’ambiente sannita, cerca un attimino di stemperare i toni, anche se non nasconde la propria delusione e quella di tutto lo staff tecnico: “Siamo tutti delusi per quanto espresso sul campo; però è innegabile che i ragazzi non hanno peccato dal punti di vista dell’impegno. Nel primo tempo abbiamo sofferto gli avversari, nella ripresa, invece, abbiamo fatto qualcosa in più. La squadra, per la verità, si è innervosita quando ha capito che non era una buona la giornata. E a quel punto ha fatto molta confusione. Molto ha influito anche la condizione fisica di qualche atleta, non certamente ottimale?.
Il Benevento sceso in campo domenica pomeriggio:
(4-3-3) Lotti, Colletto, Tchangai, Voria, De Liguori, Maschio, Giugliano, Cerchia (32’st Rosamilia), Massaro (1’st Cutolo), Mastrolilli (1’st ), Molino. A disposizione: Petrazzuolo, Capone, Martino, Di Sauro. Allenatore: Benedetti.

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