ANCONA – La regione Marche, contando ben 4 poli universitari quello più grande dell´Università di Urbino e a seguire per numero di iscritti, l´Università Politecnica delle Marche, l´Università di Macerata e quella di Camerino, è caratterizzata da una completa e variegata offerta formativa che abbraccia più o meno tutte le facoltà. Secondo l´Eurispes la regione Marche suscita un forte interesse in riferimento all´offerta formativa universitaria: la percentuale di permanenza, ovvero la percentuale degli immatricolati residenti nella regione che scelgono di iscriversi in una delle sedi regionali, ammonta al 72,9% nell´anno accademico 2000-2001 e al 73,6% nell´anno accademico 2001-2002.
La percentuale di attrattività, ovvero la percentuale di studenti provenienti da altre regioni ammonta al 40,4% nell´anno accademico 2000-2001 e conosce una lieve flessione, passando al 34,4%, nell´anno accademico 2001-2002. La recente indagine condotta da Unioncamere insieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali su 100.000 imprese nazionali ha evidenziato il fabbisogno di 56.000 laureati nell´anno 2004.
I laureati più richiesti sono quelli della facoltà di Economia e commercio, 14.272 pari al 25,3% del fabbisogno totale. Seguono ad una rilevante distanza Scienze infermieristiche con 4.806 pari all´8,5% e Ingegneria elettronica con 4.281 pari al 7,6% del totale. Nel 2004, infatti, la percentuale di laureati che il mercato intende assorbire sul totale dei posti di lavoro messi a disposizione è dell´ 8,4% del totale delle assunzioni, più due punti percentuali rispetto al 2003.
Nella graduatoria dei posti offerti ai laureati la Regione Marche occupa la 10° posizione con 1.062 posti di lavoro, l´1,9% del fabbisogno nazionale. Con esattamente 263 laureati in Economia e commercio, 192 in Scienze infermieristiche, 77 in Ingegneria elettronica, 68 in Ingegneria meccanica, 40 in Economia aziendale, 27 in Informatica e Scienze dell´Informazione.
“La maggiore complessità del sistema economico e la crescente competizione fa aumentare il fabbisogno di professionalità delle imprese e pertanto è giusto curare il canale università-mondo del lavoro. – Afferma Camillo Di Monte, Presidente Eurispes Marche – Ma non bisogna mai cadere nell´errore di considerare l´Università come erogatrice di posti di lavoro fissi e improduttivi. Le università da sempre sono una sorta di comunità del sapere, istituite e sostenute perché la società ha bisogno di nuove conoscenze, di classi dirigenti aggiornate, di cittadini informati, di competenze tecniche e professionali”.

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