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Domenica 17 ottobre 2004, la terza trasferta della stagione è onorata dalla curva rossoblu con 250 presenze. La sfida del Tombolato, lo stadio cittadellese, fa probabilmente ritornare i tifosi con la mente agli anni di purgatorio del CND o della quarta serie, dove al massimo fuori casa si potevano ammirare quelle poche centinaia di sostenitori. Oggi in Veneto sono presenti 700 spettatori totali (di cui però, come detto, 250 ospiti), con la tribuna coperta piena ed i distinti mezzi vuoti. Una ventina di coraggiosi si sistemano all’estremità sinistra della stessa e tentano di conferire una dimensione ultras al settore. Invano. A parte gli striscioni Gioventù Granata, Area Granata, Ultras, Zizi Group e Girls, oltre alla scritta “A.G. da 10 anni presenti?, qualche bandiera tirata fuori dopo il rigore di Sgrigna e qualche coro, assai sporadico, l’allegra “brigata? granata assiste al match in maniera tutto sommato compassata. Più vivace la tribuna, la quale in talune circostanze – in concomitanza con gli attacchi più pericolosi degli uomini di Maran – si lasciano andare a degli “indiavolati? (evviva la generosità!) “Citta!Citta!Citta!?, che quantomeno testimoniano la presenza dei tifosi di casa.
La curva, l’unica dell’impianto veneto, denota invece un bel colpo d’occhio. Nonostante i sostenitori sambenedettesi non siano tantissimi, Onda d’Urto e soci – presenti Nucleo, Sambodromo, Fedayn, Intifada, Irriducibili, Inferno, Fedelissimi, Fossa Marinara e Baldi Giovani – colorano all’inverosimile la porzione di stadio a loro riservata con bandiere, bandieroni (instancabile lo sbandieratore dei BG), stendardi e torce. Buono il tifo ospite con cori e battimani assai compatti, una bella sciarpata a metà primo tempo e tanto folklore. Variano i canti, non muta la partecipazione. Peccato per quei pochi che preferiscono starsene più staccati e seguire la partita comodamente seduti.
Nella ripresa il sostegno dei supporters rossoblu denota una flessione subito dopo il vantaggio granata, ma poi riprende vigore sino al gol del pari di Favaro che va a sfogare tutta la sua gioia – è il primo gol da professionista – sotto il settore sambenedettese. Esplodono dei petardi e si riaccende intensamente la passione rivierasca che accompagna sino al triplice fischio di chiusura i giocatori. Alla fine lo scenario è sempre lo stesso: gli 11 di Ballardini ad omaggiare la fedele presenza ed il calore dei propri tifosi, con il solito Colonnello – ammirevole prima e dopo (proprio per questi gesti) la partita – che guida il gruppetto dei donatori di maglie. Qualche tifoso entra in campo, ma non ci sono problemi con le forze dell’ordine.

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