SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Luca Vizzi è nato il 17 Gennaio del 1971 ad Aosta, ha iniziato a conoscere la pallamano all’età di 17 anni quando dopo un infortunio subìto su di un campo da calcio ha deciso di dedicare tutto se stesso ad un altro sport, l’handball appunto. La carriera da allenatore è iniziata per Vizzi alla giovanissima età di 19 anni, quando si mise ad allenare il settore giovanile di Aosta, dove in precedenza aveva giocato, e lì rimase per tre anni. A 24 anni decise di allenare la prima squadra femminile di Aosta che portò dalla serie D alla serie C già dal primo anno del suo operato. L’anno dopo la sua nuova squadra salì dalla C alla B e non contento, si superò riuscendo ad agguantare una storica promozione in A2. Niente male per un allenatore alla prima esperienza da professionista.
Un inizio di carriera a dir poco brillante, quali altre squadre ha allenato?
“Si, sono particolarmente soddisfatto di quegli anni passati ad allenare una squadra femminile: è proprio il caso di dire che ho un ottimo ricordo di quelle ragazze che seguivano i miei stessi valori nello sport. Poi però ebbi un’offerta alla quale non potevo rinunciare, e allora passai al settore maschile che portai dalla serie B alla serie A2. Successivamente la squadra di pallamano di Ascoli Piceno mi contattò e nella stagione ‘99/’00 presi la squadra ascolana accompagnandola verso al salvezza con un ottavo posto in serie A2. L’anno dopo fummo promossi in A1 e vincemmo la Coppa Italia, un ricordo che mi mette ancora i brividi…?
Nel 2000/2001 quindi arriva la sua massima vittoria a livelli agonistici, e poi?

“E poi San Benedetto. Nel 2001 arrivo a San Benedetto con tutto l’entusiasmo possibile, i ragazzi della squadra sono meravigliosi, mi seguono e riusciamo così a salire dalla serie C alla serie B, ottenendo come miglior risultato il quarto posto nel campionato scorso.?
Noto una leggera malinconia nelle sue parole, perché?
“Ho un grande dubbio. Non so se allenerò più una squadra di pallamano. Sono estremamente deluso dalla mentalità di alcune persone che credono di incarnare lo sport minore ma in realtà gli fanno solo del male. Le società sono ormai prettamente dilettantistiche, non di nome bensì di fatto. Non esiste più quella mentalità sportiva a cui mi sono sempre appoggiato prima come uomo, poi come allenatore. Ormai si cerca solo il risultato e non c’è quella volontà giusta per costruire qualcosa di importante e duraturo che ovviamente avrebbe bisogno di più tempo rispetto alle esigenze delle società attuali.?
Cosa ci dice quindi della pallamano vissuta a San Benedetto?
“Premetto che a San Benedetto conservo ottimi rapporti con molte persone. Dal mio punto di vista un problema difficile da risolvere è che anche se esistono giovani che con pallamano se la cavano egregiamente, una volta che questi finiscono la scuola superiore, vanno all’università, e lasciano quindi la squadra. Negli anni passati inoltre era tutto sulle spalle del Presidente Fratoni e questo di certo non lo agevolava, ma credo che quest’anno siano entrate altre persone nell’organigramma societario.?
Conosce i programmi della squadra di quest’anno?
“Faranno una serie B con i ragazzi del posto e li allenerà Sandro Veccia, uno che fino all’anno scorso giocava ancora a pallammano.?
Non le dispiace lasciare questo mondo?
“Altro che! Avevo pensato di dedicarmi solo al settore giovanile di San Benedetto, ma ho cambiato idea. Lascio dieci anni di vita, di grandi sacrifici…so di aver dato tanto ma mi rendo conto anche di aver ricevuto solo qualcosa in cambio. Penso che arrivati ad un certo punto della vita, se si è intelligenti bisogna iniziare a fare dei bilanci. Sono deluso a livello umano?
Esclude quindi di poter tornare ad allenare?
“Il fatto è che non mi piace lavorare nella disorganizzazione, l’allenatore ormai è chiamato a fare tutto e invece a me piace stare sul campo da gioco, ma non escludo un mio ritorno, se trovassi una società che non cerca risultati a breve termine, probabilmente l’entusiasmo che mi ha accompagnato in tutti questi anni tornerebbe dentro di me.?
Cosa manca alla pallamano per essere considerato più di come lo è ora?
“Dal mio punto di vista, la pallamano potrebbe competere con qualsiasi altro sport! La mancanza di professionalità e di mezzi però sono delle limitazioni non trascurabili. Di soldi ne girano pochi soprattutto perché a livello mediatico c’è solo il calcio. Io pensavo seriamente di poter competere con il calcio e sono tutt’ora sicuro che con passione e volontà ciò si può fare.?
Cosa vede nel suo futuro?
“Vorrei avere una sfera magica per saperlo anche io! Ho sempre viaggiato sulle ali dell’entusiasmo ma quest’anno è stato particolarmente duro per me, non solo per quanto riguarda al pallamano, ma comunque sono arrivato alla conclusione che questi dieci anni passati ad allenare ragazzi e ragazze di tutte le età mi hanno fatto capire che se voglio qualcosa, io ci arrivo.?
E adesso di cosa si occupa?
“Ho un gruppo: alla prima chitarra Piero Buschi, alla seconda chitarra William D’Angelo, al basso Marco Testa, alla batteria Giacomo Agostani, alla tastiera Massimiliano Filiali e la voce sono io, che si chiama “Vizzi e Virtù?. Siamo una Cover Band di Vasco Rossi e ci esibiamo in spettacoli musicali per tutta Italia. Il livello è certamente alto e ora come ora mi sento particolarmente coinvolto in questo progetto. Vivo il momento. Sono fatto così e finché avremmo un riscontro positivo andrò avanti; trasmettere qualcosa ad un pubblico è estremamente gratificante…per questo sono un allenatore, mi piace trasmettere e lasciare un segnale a tutte le persone che incontro.?
Un uomo passionale che sente fino in fondo ciò che vive è un patrimonio per tutto lo sport, indipendentemente dalla categoria di appartenenza.

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