SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Stiamo assistendo all’ennesimo teatrino della politica nostrana oppure la mozione di sfiducia protocollata ieri può essere considerata un atto serio, dove una firma è ben più di un po’ di inchiostro su carta bianca?
Giovanni Chiarini dichiara di aver ricevuto approvazione da parte di tutti i firmatari prima di presentare la mozione. Francesco Baiocchi però, nell’esprimere il suo assenso, sembra non essere stato chiaro come gli altri ed ora ritratta, contestando il fatto che si tratta di una mozione firmata ormai da tempo (è datata 26 agosto 2004) e affermando con determinazione che non voterà contro Martinelli.
Stasera si riunisce Alleanza Nazionale e si annuncia un dibattito infuocato. Due consiglieri di un partito che firmano una mozione senza il coinvolgimento dello stesso è un fatto grave; soprattutto se preceduto dalle dichiarazioni del coordinatore, Luca Vignoli, che aveva escluso in modo categorico, prima che il documento firmato giungesse al protocollo, il voto dei consiglieri di AN ad una “fantomatica mozione di sfiducia?. In base alla parole di Vignoli, Stefano Nico e Eldea Angellotti, per il momento consiglieri di Alleanza Nazionale, nonostante la firma apposta, non dovrebbero votare a favore lasciando così cadere nel nulla la mozione.
Rimarrebbero quindi: gli undici uomini di minoranza; Giovanni Chiarini, dichiaratosi da poco all’opposizione; e infine, Vincenzo Rosini, il quale seppur preferendo uova fresche a uova vecchie, manterrà la parola data e voterà contro il Sindaco.
Il centro sinistra non è preoccupato: si parla della presenza di almeno cinque “riserve? che potrebbero votare la sfiducia. Dall’insediamento della Giunta ad oggi infatti, sembrano essere molte le mozioni preparate e mai presentate che affollano i cassetti dei consiglieri comunali della maggioranza. Mozioni con firme diverse da quelle che sono venute alla luce ieri. Una maggioranza instabile (e questo è un fatto noto): vedremo presto se potrà ancora fregiarsi di questo appellativo.
Sicuramente il Consiglio del 21 non conterrà la votazione della mozione di sfiducia, in quanto deve essere discussa non prima di dieci giorni dalla presentazione e non dopo trenta, ed è interesse del Sindaco, per il momento assente da San Benedetto, ritardare il voto. Intanto il riequilibrio di Bilancio, uno dei punti all’ordine del giorno della prossima assemblea, potrebbe spogliarsi della veste di strumento di verifica ed essere approvato, portando avanti la vita amministrativa della città.

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