SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Non condividiamo nella maniera più assoluta gli interventi di questa Giunta – rimprovera D’Angelo – ma la cosa più grave è che non si preoccupano minimamente del recupero di questi alberi. Dopo lo scempio dei lecci e gli olendri al centro di San Benedetto, sconsideratamente segati, ora stanno facendo lo stesso con le piante presenti sul lungomare di Porto D’Ascoli, circa una settantina, dove sono in corso i lavori di riqualificazione.�
Il consigliere regionale dei Verdi, inoltre, lamenta una disattenzione verso il patrimonio, poiché, secondo esperti vivaisti, gli oleandri sul lungomare hanno un valore commerciale che va dai mille ai duemila euro ciascuno, stima che varia in base allo stato di salute della pianta, mentre quelli in Viale secondo Moretti, con circa cinquant’anni di vita, sono inestimabili.�
“Sono disponibile a fornire il nome di un’azienda che può occuparsi del recupero di questi oleandri. Propongo, una volta recuperate le spese, di istituire con il ricavato delle borse di studio sul valore ornamentale e l’importanza delle piante mediterranee. Poi regalerò al Sindaco, alla Giunta e ai dirigenti queste tesi, così che si rendano conto delle loro barbarie.�
“Se avessero riflettuto – conclude con sarcasmo Pietro D’Angelo – prima di agire senza criterio, avrebbero potuto ricavare dalla vendita degli oleandri un minimo di 60 mila euro, i soldi esatti per salvare la Tirreno-Adriaticoâ€?

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