Erboristi si diventa. Lo confermano i primi dati del progetto di Recupero, sperimentazione e promozione di piante officinali e medicinali attivato dal GAL “Sibilla? nell’ambito del programma comunitario Leader Plus 2000-2006 e realizzato dal dipartimento di Botanica ed Ecologia dall’Università degli Studi di Camerino, in collaborazione con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Una sperimentazione a pieno campo, iniziata nel corso dell’anno 2004, con il coordinamento scientifico del dott. Andrea Catorci, che ha offerto a quattro aziende tradizionali della collina e dell’Alto Maceratese la possibilità di introdurre la coltivazione di alcune piante utilizzate nei settori cosmetico, farmaceutico, erboristico ed agroalimentare. Con risultati incoraggianti. Bene la Melissa e la Malva che hanno manifestato una buona compatibilità ecologica ed agronomica con le condizioni testate, dimostrando un buon sviluppo vegetativo, come pure il Tarassaco ed il Cardo. Più esigente e meno adattabile si è mostrata la Valeriana con una certa variabilità di sviluppo tra i vari campi.
L’Anice ha dato invece luogo ad un pessimo risultato con estese morie delle piantine e notevole suscettibilità ai ritorni di freddo, ma se ne dovrà valutare la praticabilità ricorrendo alla semina diretta anziché al trapianto.
La sperimentazione, che si concluderà l’anno prossimo, fornirà importanti indicazioni sulle tecniche di produzione e sulla commercializzazione delle piante officinali che, ancora oggi, si rivelano una risorsa ambientale e culturale preziosa, un’occasione di reddito per le aree interne e montane, ma anche e soprattutto uno strumento di supporto alla salvaguardia dell’ambiente e di recupero di usi, costumi e tradizioni.

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