MALTIGNANO – Sono stati scoperti dai Carabinieri di Ascoli e dal Nucleo Operativo Ecologico di Ancona, nella zona industriale di Maltignano, cinque quintali di ferro radioattivo presso una azienda che opera nel settore del recupero e commercializzazione di rottami ferrosi.
Il materiale, secondo quanto accertato dal servizio radiazioni e rumore dell’Arpam regionale, è risultato essere contaminato da radioisotopo «Cobalto 60» per un valore pari a 170 cps (conteggi per secondo). I tondini provenivano da una partita di materiale di scarto recuperata dopo la demolizione di una abitazione di Ascoli Piceno ed effettuata da una ditta risultata poi illegale.
Il responsabile della ditta è stato deferito alla magistratura per l’omessa denuncia del rinvenimento del materiale radioattivo. Un provvedimento analogo è stato adottato nei confronti del titolare di un altoforno del Bresciano, dove in precedenza i rottami erano stati avviati alla fusione. Anche lui aveva omesso di denunciare il carico, limitandosi a rispedirlo al mittente. Denunciato infine anche il titolare dell’ impresa di costruzioni ascolana che aveva cercato di smaltire il materiale contaminato dopo aver demolito il fabbricato in cui era stoccato.
I tecnici dell’Arpam, l’agenzia regionale per la protezione ambientale, hanno fatto sapere che le persone che sono venute a contatto con il materiale radioattivo non corrono rischi per la propria salute ma non hanno escluso che l’esposizione allo stesso materiale possa causare pericoli.

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