Sono tante, le donne che domenicalmente si recano presso il “Riviera delle Palme? oltre che in trasferta: alcune sono giovanissime, e affollano in particolar modo i settori caldi della Curva, altre invece seguono la Samb da decenni. Tra queste, abbiamo deciso di ascoltare Franca Cocci, che, segue la Samb ininterrottamente da circa quarant’anni. Per Franca la Samb è qualcosa di più che un semplice passatempo domenicale: si tratta di una passione che, a partire dalla madre, attraversa quattro generazioni di tifosi, compresi i suoi nipoti. Senza dimenticare che Franca è sposata felicemente con Vittorio Brasiliano, uno dei più noti “super-tifosi? rossoblù.
Cara Franca, ricordi la prima partita della Samb che hai visto?
Fu un derby tra Samb e Ascoli, verso la seconda metà degli Anni Sessanti. Ricordo che era caduta tanta neve, ed io ero nel settore Distinti. Vincemmo 2-0 con doppietta di Campanini, che qualche tempo dopo fu acquistato proprio dall’Ascoli, dove lo chiamavano “Campana?.
Chi ti ha trasmesso la passione per la Samb?
Devo dire che anche se mia madre Iolanda era una grande tifosa della Samb, grazie alla grande passione per i colori rossoblù di mio fratello Tonino, devo dire che ho cominciato ad interessarmi della Samb soltanto quando mi sono sposata con Vittorio. Lui era un grande tifoso e la domenica si recava allo stadio, e a quel punto, non volendo rimanere sola, decisi di seguirlo. I primi tempi però mi recavo allo stadio da sola, nel settore Distinti. Questo perché Vittorio è un tifoso molto focoso, e preferivo vedere la partita per conto mio. Tutt’ora preferisco vedere la Samb lontano da lui. Devo anche ricordare che a quei tempi le donne entravano allo stadio gratis, e per me era proprio una festa entrare al Ballarin senza pagare! Probabilmente non avrei preso questo vizio se all’inizio avrei dovuto pagare. Comunque, in quella prima partita che vidi, l’ingresso era a pagamento anche per le donne, perché si trattava del derby!
Quali sono i ricordi più positivi che hai riguardo la Samb?
Ricordo con piacere una trasferta a Piacenza, in Serie B, negli anni Settanta. A Piacenza faceva un freddo pazzesco, da tagliare le dita, mentre io ero partita vestita leggerina, perché a San Benedetto c’era un’altra temperatura. Vincemmo 1-0: quella era la Samb di Bergamasco, probabilmente la più bella sotto il profilo del gioco, abituata a giocare sulle fasce. Anche se era un po’ pazzerella: poteva perdere 4-3 dopo essere stata in vantaggio per 3-0! Ma devo dire che una volta si viveva un rapporto diverso con i giocatori…
Che intendi?
Ad esempio, con Faccenda in panchina, seguimmo la squadra nella doppia trasferta sarda, con la Torres e l’Olbia. Mia figlia Marisa aveva pochi anni e noi alloggiavamo nello stesso albergo della squadra. Mia figlia era tenuta in braccio da Beni, Castronaro e gli altri giocatori, mentre ricordo che Faccenda trascorreva il tempo pescando i ricci nel mare. C’era un rapporto cordiale, quasi familiare con la squadra e i dirigenti – all’epoca ricordo Bollettini e Ciabattoni – mentre adesso per parlare con un calciatore sembra chissà cosa bisogna fare! Per la cronaca, vincemmo entrambe le partite: il campo dell’Olbia era privo di erba, era solo terriccio e quando pioveva gli sgrizzi del fango raggiungevano gli spettatori sugli spalti!
A proposito di dirigenti, qual è il presidente migliore che la Samb abbia avuto?
Personalmente, ritengo che Ferruccio Zoboletti abbia svolto un grandissimo lavoro…
Anche a lui, però, le contestazioni non erano risparmiate…
È stato contestato perché qui a San Benedetto si contesta sempre tutto, e a volte abbiamo esagerato. Zoboletti invece mi piaceva sia come organizzatore che come persona.
Avviciniamoci all’attualità: cosa pensi dell’esperienza Gaucci a San Benedetto?
L’ho vista sempre con diffidenza, anche se ci sono molti tifosi riponevano in lui molte speranze. Quando venne a San Benedetto su di lui circolavano voci malevole circa la corruzione di un arbitro di Fermo, e non mi sono mai fidata di lui. E io di solito non mi sbaglio. È un personaggio che ha un eccesso di protagonismo, pensiamo a quello che ha combinato a Napoli senza, poi, prendere la squadra…
E della nuova società, invece, cosa ne pensi?
Non ho avuto ancora il piacere di conoscere personalmente Umberto Mastellarini. Comunque penso che sia un momento ancora poco chiaro, ci sono dei personaggi che non hanno mai avuto a che fare con il calcio e che non capisco perché sono dentro la Samb. Sono un po’ diffidente.
Che idee hai, invece, sulla squadra?
Credo che possa essere una sorpresa, nel bene come nel male. I giovani possono facilmente montarsi la testa, mentre, se riuscissero ad amalgamarsi bene, chissà che non ci diano delle grosse soddisfazioni. Lo scorso anno ero scettica quando sono stati acquistati diversi “senatori? che poi hanno deluso. Questa squadra invece la vedo combattiva, non demorde. I giovani sono vogliosi e se nel calcio conta correre, loro lo fanno eccome!
E Ballardini che impressione ti ha fatto?
Diciamo che…lo sto studiando! A Foggia ho visto un gran calcio, ma spero che Ballardini non si fossilizzi con alcuni giovani che conosceva già a Parma. Ad esempio, Gazzola è bravo ma ancora molto giovane e forse ha bisogno di fare più esperienza…
Assieme a tuo marito segui la Samb dappertutto…
Oltre al matrimonio siamo uniti dalla Samb! Dopo che mia figlia è cresciuta, ho avuto modo di seguire la Samb anche in tutte le trasferte, assieme a mio marito. A volte litighiamo anche per la Samb!
C’è qualche ricordo triste che hai riguardo la Sambenedettese?
Due riguardano le trasferte in Ascoli, uno il rogo del Ballarin. Riguardo le trasferte, andai ad un derby del 1967, assieme a mia figlia che aveva tre anni. Io ero in Tribuna perché considerata più tranquilla, mentre mio marito era ai Distinti. Ebbene, scoppiò una rissa in Tribuna e per poco non coinvolgevano negli spintoni anche Marisa! Ne restai terrorizzata. Sempre ad Ascoli, nel 1975, e sempre con mia figlia, salivo le scale della curva ospiti quando dalla curva scese un ragazzo con la fronte sanguinante che ci urlò di non salire sopra perché stavano lanciando arance con le lamette!
Dove ti trovavi il giorno del rogo del Ballarin?
Ero in tribuna con Marisa quando vedemmo il rogo. Passammo delle ore terribili perché in Curva Sud c’era Goffredo Agostini, all’epoca fidanzato di Marisa e in seguito suo marito. Non sapevamo cosa gli fosse successo.
Quale augurio vuoi fare alla Samb e ai suoi tifosi?
Alla Samb auguro di vincere il campionato e tornare in Serie B. I tifosi rossoblù sono molto caldi e meriterebbero questo risultato. A volte però hanno dei comportamenti che mi lasciano perplessa, e penso che a quel punto meriteremmo la Serie D!

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 470 volte, 1 oggi)