SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Antonio Felicetti torna ad occupare dopo tanti anni una poltrona di assessore comunale. Il capogruppo consiliare del Pri è stato nominato in mattinata nuovo responsabile della pubblica istruzione, rapporti con l’Università e personale. Dunque, il rimpasto di Giunta ha premiato Felicetti, più volte critico nei confronti del primo cittadino. Ora, però, ogni dissdio sembra superato. “La mia accettazione dell’incarico – scrive in un comunicato il neo assessore – deriva dalla constatazione di una mutata linea di indirizzo adottata dal Sindaco in questi ultimi tempi,nel senso di tornare a privilegiare i rapporti con i cittadini , liberandosi di pressioni e condizionamenti inopportuni”.
L’accettazione dell’incarico, stando alle parole di Felicetti, non è stata in ‘bianco’: “Prima di accettare ho richiesto alcune garanzie che mi sono state accordate: l’assunzione da parte del Sindaco della delega all’urbanistica fino alla conclusione della nostra legislatura; piena collegialità della Giunta; coinvolgimento di tutte le realtà cittadine organizzate nelle scelte più significative della Amministrazione; accelerazione della realizzazione del programma amministrativo”.
Il consigliere del Pri non rinuncia ad uno stoccata nei confronti dei partiti della maggioranza che, di fatto, hanno costretto l’ormai ex assessore Sestri all’abbandono: “Molta amarezza per l’incomprensibile stillicidio a cui è stato sottoposto l’Assessore Sestri che lo ha indotto a rassegnare le dimissioni. Ma la città gli sarà sicuramente riconoscente per la determinazione con cui ha portato avanti, nella massima trasparenza, il progetto del Piano Regolatore che dovrebbe essere protocollato nei prossimi giorni”.
Felicetti promette, infine, una dedizione totale alla ‘causa’, forte anche del rafforzamento della cultura di governo in seno alla maggioranza: “Il mio impegno sarà totale ed incalzante, come è stato in Consiglio Comunale, sempre per cercare di dare un contributo allo sviluppo della mia Città. Il Partito, pur nella sua piena autonomia, mi ha garantito collaborazione. Mi conforta la percezione, in questo ultimo periodo, di una maturazione della cultura di governo sia nei vertici di Forza Italia che nel gruppo consiliare di AN, condizione essenziale per rafforzare la governabilità. In democrazia non basta vincere le elezioni ma occorre ogni giorno rinnovare il patto di fiducia reciproca tra elettori ed eletti”.

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