SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sestri ha gettato la spugna: pochi minuti fa ha rassegnato le dimissioni. Un gesto atteso e prevedibile nei modi ma non nei tempi Solo quattro giorni fa, infatti, in un’intervista concessa al nostro settimanale Sambenedettoggi l’esponente della Giunta si mostrava combattivo e pronto a respingere gli attacchi frontali della maggioranza, pronta a ‘sacrificarlo’ sull’altare del nuovo Prg. Vi riproponiamo un brano dell’intervista.
Cosa la divide da FI e AN? La criticano perché uomo da sempre vicino alla sinistra o per il piano regolatore?
Il mio peccato originale è l’aver voluto presentare il Piano Idea senza che ci mettessero il naso i partiti. Sono partito dal concetto che un piano regolatore può giungere alla fine del suo percorso, in modo trasparente, solo dopo aver fatto partecipare tutte le forze politiche e sociali. Una volta presentate ai partiti le osservazioni delle componenti sociali ho avuto dei problemi con Forza Italia, che voleva l’istituzione di una commissione tecnica coi partiti, alla quale mi sono opposto, ed Alleanza Nazionale. Solo quando il Sindaco minacciò di dimettersi, si iniziò ad approvare Piano Spiaggia e Piano Idea, datato 18 dicembre.
Come mai non si è mai dimesso nonostante i continui attacchi subiti?
Perché dimettermi significa dare spazio a chi vuole permettere l’intervento di forze esterne nella stesura del PRG. Mi sento, per il momento, garante di partecipazione e di trasparenza, quando vedrò che non avrò scampo, probabilmente, mi dimetterò.
“Dimettermi significherebbe dare spazio a chi vuole permettere l’intervento di forze esterne nella stesura del Prg”. Affermazioni pesanti che, lette ora, assumono il significato di un oscuro presagio e suonano come un campanello d’allarme. Oggi probabilmente Sestri spiegherà i motivi del suo abbandono e forse si toglierà gli ultimi sassolini dalla scarpa. Si attendono fulmini e saette.

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