Ballardini 7,5: quello che stupisce di questo umile tecnico emiliano è la capacità di leggere le partite laddove molti suoi colleghi non riescono invece a modificare un assetto tattico predefinito prima dell’inizio della partita, se non esasperando le fasi offensive-difensive.
La Samb di Ballardini, invece, sia che soffra (come avvenuto per cinquanta minuti, ieri, a Fermo), sia che abbia il predominio del gioco (come a Foggia), pur tra diverse impostazioni tattiche, riesce sempre a mantenere un equilibrio di fondo.
Dicevamo della sofferenza della Samb a Fermo: invece di vedere il solito pressing del centrocampo, i rossoblù hanno sofferto il dinamismo dei colleghi fermani. Probabilmente il duo di centrocampisti centrali rossoblù è risultato un po’ troppo leggero: Bogliacino è più portato ad attaccare che a difendere, mentre Cigarini, apparso un gigante a Foggia, è pur sempre un giovanissimo che ama disegnare geometrie se coperto da un altro compagno “tenaglia?.
Difatti al momento dell’ingresso di De Rosa per Vidallè, la Samb è tornata la squadra composta che abbiamo conosciuto in questo avvio di campionato: il “Ringhio? della C1 assieme a Cigarini hanno coperto alla perfezione la difesa, mentre Amodio (spostato a destra) e Tedoldi (a sinistra, con funzioni più offensive) hanno chiuso la cerniera del centrocampo. Ci hanno poi pensato Martini (contropiedista puro, lanciato da De Rosa) e lo stesso De Rosa a chiudere l’incontro.
Dunque, Ballardini: ancora una volta, come a Foggia, la vittoria deriva da un cambiamento tattico in corsa, mentre gli allenatori avversari, forse sottovalutando le doti “contropiediste? della Samb, riempivano la propria squadra di attaccanti e mezzepunte.
Vogliamo esser pignoli? La Samb è ad otto punti, seconda in classifica, con un punto in più rispetto allo scorso campionato e ben quattro sull’era-Colantuono. L’entusiasmo a San Benedetto è straripante. In questo momento Ballardini ha di fronte il caso di Vidallè, perennemente sostituito, anche se secondo Ballardini “è un giocatore che dobbiamo aspettare perché è stato fermo per parecchio tempo e un attaccante con il suo fisico necessita di alcune settimane per ritrovare la forma?, e, un po’ meno appariscente, quello di Gazzola, che soffre un po’ sulla fascia destra anche perché, bisogna dirlo, è soltanto del 1985. “Gazzola è giovane, dobbiamo dargli fiducia perché solo così può crescere.? Hai ragione, mister.

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