FERMO – Domenica 3 ottobre 2004, FERMANA – SAMBENEDETTESE 2-4. Estasi rossoblu. Fuochi d’artificio in campo e sugli spalti. 5000 persone ad assistere al derby marchigiano tra gialloblu e rivieraschi. Oltre 2000 tifosi sambenedettesi invadono lo stadio Recchioni. Padroni incontrastati della partita del tifo.
La Nord ritrova il suo “condottiero?, al rientro dopo sei mesi di diffida: “La tua voce è la nostra forza! Bentornato leader!? srotolano al suo indirizzo i ragazzi dell’Onda d’Urto. “6 mesi non ti hanno piegato…socio bentornato!? aggiunge il Nucleo. La gente che lo rivede nelle vesti di capo ultras lo bacia, lo incoraggia, pacche sulle spalle, “buffetti? sul viso, attestati di stima a più non posso. Manifestazioni sincere. Lui ringrazierà con una “prestazione? alla sua maniera, tanta sostanza, tanta grinta, una corretta “lettura? del match tifato. Giusta alternanza di cori, manate, sciarpate e colore, perfetto dosaggio della voce e delle forze in generale.
Eccolo lì, di nuovo (finalmente!), il “leader?, su in cima alla vetrata della curva Mare, tiene le redini del tifo, guarda la sua gente, la sua curva, introita passione, dispensa energia. “Al mio segnale scatenate l’inferno!? sembra dire. Incoraggia la sua “creatura? e la curva lo segue, compatta e decisa. Pochissime “sbavature? nel corso della partita, davvero la Nord oggi è sembrata tornare ai suoi livelli, dopo un inizio di stagione così così. E forse non è una caso che a sancire la ritrovata verve del 12° rossoblu sia stato il “vecchio sacerdote? del Tempio del Tifo. La Samb di Ballardini ha completato l’opera: champagne sul prato verde del Recchioni!
Rito che mancava da un po’ di tempo – sei mesi per l’esattezza: il “leader? sale in “cabina di regia?, gli viene consegnato il megafono. Si riparte! I primi slogan “attaccano? una mezzora prima del via delle ostilità, ce n’è per la Samb, contro la Fermana, all’indirizzo di Battaglioni che passeggia in mezzo al campo per raggiungere la tribuna, per il ruspante patron Mastellarini che – Pertini docet – allarga le mani e ringrazia sentitamente.
Intanto il settore ospiti si colora del blu, del rosso e del bianco dei palloncini distribuiti da Onda e soci. La coreografia preparata per domenica scorsa (Samb-Rimini) viene riproposta oggi, con la curva divisa in cinque porzioni. Impatto visivo eccezionale: volano in aria i palloncini e poi salgono i metri di tela degli stendardi, delle bandiere, dei bandieroni. Sulla vetrata appare solo un lungo striscione rossoblu, rispolverato dagli scaffali del tifo dopo più di vent’anni: “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate!?. Infernali! E dopo la citazione dantesca è il Bruno Recchioni a trasformarsi in una bolgia. Colpa dei fermani? Macchè! Brigate Gailloblu e compagnia dopo una bella cartata condita dallo sventolio di parecchie bandiere, si faranno sentire poco: la piega che prende la partita non è delle migliori, inoltre i boati che provengono dalla dirimpettaia curva Mare forse intimidiscono un poco. Si notano solo per qualche messaggio su carta: “L’ete mormorò non passa lo straniero?, “Il Vecchio Fronte ha denunciato il furto…con il caro biglietti ci guadagna l’Onda d’Urto? (riferito all’euro di maggiorazione deciso dal CCC sui biglietti delle trasferte) e “Né le diffide né la televisione…il calcio lo rovinate voi che speculate sulla passione!?. E la mia, guardate bene, non è una lettura della gara del tifo di parte. Oggi il “sound? rossoblu è da paura, ti viene quasi il mal di testa a star dentro quel catino rimbombante di urla e crepitii di mani. Un bell’aiuto lo danno i ragazzini terribili rossoblu (bruttina la nuova maglia della Errea; speriamo davvero sia solo provvisoria), i quali nonostante soffrano in diversi frangenti – la Fermana tutto sommato non demerita – dispensano accelerazioni, scambi veloci e tiri fulminanti (due eurogol quelli di Martini e De Rosa). Ad un certo punto, dopo la quarta marcatura, l’entusiasmo creatosi in curva Mare pare incontenibile, l’urlo che sale dai gradini metallici del settore risulta devastante. Ma il fattore casalingo si era fatto benedire già da un pezzo e allora lo spettacolo cui da vita la torcida nostrana è di quelli di categoria superiore: le braccia ondeggiano, le sciarpe salgono a pizzicare il cielo limpido di quest’oggi, le voci declamano i versi dell’inno sambenedettese “Nuttate de luna?, le pelli s’incaponiscono perché in questo modo significa giocare lì in mezzo al campo non in 11, ma tutti insieme. Qualche messaggio firmato Onda d’Urto – “Aspettando Marco e Mauro? (due ragazzi di spicco del gruppo, diffidati), “In Parlamento con lo striscione…hai fatto ride l’intera regione? e “Tra di noi la talpa, tra di voi i conigli!? riferito ancora una volta agli striscioni “botta-risposta? esposti dai canarini la passata stagione al Riviera – svariate torce accese dopo le reti, una bomba carta, poi tanto tifo ancora. Il triplice fischio dell’arbitro, la squadra sotto la curva ospite, maglie regalate e gambe esauste che finalmente zampettano al grido “Chi non salta è un ascolano!?. Cala il sipario, è finita. Anzi no, l’ennesima passeggiata di Mastellarini sul prato fermano, quindi gli ultimi cori di matrice rossoblu. “Mast? si volta, neanche troppo meravigliato, esprime gratitudine e si gode questo pubblico fantastico che accompagna la Samb, al Riviera come in trasferta. “Lasciate ogni speranza voi ch’entrate!?…

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