SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ un Pietro D’Angelo preoccupato quello che abbiamo incontrato ieri. Esacerbato dalla possibilità, non più così remota come poteva sembrare, di vedere costruita la nuova caserma dei Vigili del Fuoco dove ora sorge lo storico stadio Ballarin e inorridito dall’abbattimento degli oleandri in Viale Secondo Moretti, l’esponente dei Verdi attacca la Giunta Martinelli: “Ho con me due documenti datati 22 aprile e 26 giugno, il primo del Ministero dell’Interno, Dipartimento Vigili del Fuoco, e il secondo del Ministero Infrastrutture e Trasporti, Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche delle Marche, entrambi aventi come oggetto ‘Complesso ex-Ballarin realizzazione caserma Vigili del fuoco’. Faccio, oggi, una richiesta forte al Comune di San Benedetto di Tronto affinché si faccia chiarezza.
“E’ necessario dire – prosegue D’Angelo – a chi vuole la caserma in quell’area, che siamo di fronte ad un’incompatibilità, poichè la zona è fortemente urbanizzata e, in base al piano regolatore, destinata a verde urbano o attrezzature sportive. Ma, nonostante il fatto che quest’area di 4000mq sia necessaria al PRG per rispettare gli standard previsti, la nostra preoccupazione maggiore riguarda la funzionalità della stessa caserma.â€?
“E’ un insulto alla ragione – tuona ancora il consigliere regionale dei Verdi – pensare che questa localizzazione dei Vigili del Fuoco sia ottimale. Bisogna superare il limite culturale che ‘perdere’ questa caserma a San Benedetto del Tronto sia un danno. Il posto migliore per farla sorgere è, anche per il corpo dei Vigili stesso, vicino al casello di Grottammare, nei pressi dell’autostrada, un punto strategico per interventi rapidi anche nella zona a nord della nostra città. Se qualcuno volesse realmente farla, ricordo loro che, è necessaria, all’area del Ballarin, una variante al piano regolatore e la Regione Marche ha la competenza di verifica di conformità a queste variazioni.�
Riguardo all’abbattimento di lecci ed oleandri in Viale Secondo Moretti, in seguito a numerose telefonate dei cittadini, i Verdi sottolineano l’importanza degli alberi per San Benedetto. “Queste piante hanno più di cinquant’anni, quello che stanno facendo è una follia. Stanno dimostrando un bassissimo livello culturale. La nostra città non è ricordata solo per le palme ma anche per gli oleandri, siamo, a livello nazionale la seconda zona per produzione di piante mediterranee. Contattando la Guardia Forestale, mi è stato riferito che l’attuale Giunta ha dimostrato di dover togliere questi alberi obbligatoriamente per effettuare i lavori in centro. Falso. La precedente amministrazione, compiendo le stesse operazioni di riqualificazione, non ha abbattuto nessuna pianta. Quella di tagliare oleandri e lecci è stata una scelta politica precisa�.
Ma non aver tentato il recupero degli stessi è la cosa che più irrita D’Angelo, i Verdi e tutti coloro che hanno a cuore la natura. Le piante in questione, infatti, sono state segate, quando era possibile tentare di ripiantarle in un’altra zona. “Martinelli come Attila – conclude D’Angelo – dove passa non cresce più l’erba.â€?

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