SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due insuccessi, un pareggio, un solo punto in classifica e un penultimo posto. Questo è il bilancio del Porto d’Ascoli dopo tre giornate di campionato. Una squadra con ambizioni di promozione, rinforzata nei punti deboli, è impensabile possa trovarsi in una simile situazione.
Non si tratta di condizione atletica poiché i ragazzi possiedono una discreta autonomia nelle gambe. Non si tratta del gioco perché hanno dimostrato di saper piegare l’avversario. Si tratta di episodi che hanno condizionato l’andamento degli incontri.
Nella gara interna con la Ripa di due settimane fa, Meo era stato espulso, con il Porto d’Ascoli in vantaggio, ad un solo minuto dal termine. Gli amaranto sono riusciti a pareggiare. Sabato scorso, contro l’Acquasanta, è Giorgini a farsi espellere ad inizio gara e i biancocelesti cedono 2-0.
“Mi chiedi cosa sta succedendo a questa squadra?” – ha commentato il tecnico Massimo Teodori – “Vedremo andando avanti. Quello che non riesco a capire è che in settimana c’è tranquillità, i ragazzi sono sereni. Evidentemente quelle due espulsioni ci sono costate care nei momenti cruciali dell’incontro”.
Nella partita contro i termali, dopo essere rimasti in dieci, il mister ha dato cenno a Ciribè di riscaldarsi ma alla fine non è entrato: “Volevo dare un assetto che rimanesse sempre sulla linea dei quattro difensori” – ha continuato Teodori – “Così ho spostato sulla destra Straccia, che mi poteva garantire sia copertura sia spinta. Poi ho tirato indietro Del Toro sulla linea del centrocampo”.
In tali situazioni si può accennare ad una crisi ma di risultati non di gioco. Anche il tecnico dei biancocelesti è d’accordo: “Non riusciamo a portare a termine la partita come vorremmo. Tranne la l’esordio, le altre gare le abbiamo giocate bene. Purtroppo ce le siamo condizionate da soli. Non posso rimproverare niente sotto il profilo della volontà e della voglia”.
Una vittoria potrebbe essere la soluzione ideale per risalire la china e abbandonare i brutti pensieri: “Potrebbe aiutarci” ha aggiunto Teodori. “Ci farebbe scendere in campo con un altro equilibrio offrendo maggior convinzione. Non che ora non ci sia, anzi. Ma quando i risultati non arrivano pur giocando un buon calcio è facile perderla”.
Contro l’Amandola (due vittorie e un pareggio), vedremo se il Porto d’Ascoli ha l’orgoglio di mettersi i discussione. I tre punti darebbero la necessaria sferzata a questa squadra che ha solo bisogno di essere smossa. La forza c’è, il gioco anche manca solo il risultato. Basta volerlo.

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