Dopo mesi di lavoro e di incontri di concertazione con le parti sociali e le Amministrazioni Provinciali, la Giunta Regionale ha varato oggi, nella consueta seduta settimanale, una proposta di legge in tema di mercato del lavoro che dovrà rappresentare lo strumento principale delle nuove politiche attive del lavoro per i prossimi anni.
?Con questo progetto di legge – ha commentato l’assessore regionale al Lavoro, Ugo Ascoli- intendiamo adeguare il quadro normativo regionale ai cambiamenti in atto a livello costituzionale e di legislazione ordinaria. Un’ulteriore soddisfazione è che siamo anche la prima Regione in Italia a raggiungere l’obiettivo di una normativa regionale in materia.?
La Regione, in base al nuovo testo, continuerà ad esercitare funzioni di programmazione e di indirizzo in materia di politiche del lavoro in raccordo con le Province, che diventeranno i soggetti titolari delle funzioni di gestione del mercato del lavoro, nell’ambito dei processi di concertazione sociale.
“Nella proposta di legge è ribadita la regia pubblica nel governo del mercato del lavoro e la centralità dei servizi per l’impiego gestiti dalle Province – ha evidenziato l’assessore, che ha proseguito – il sistema delle autorizzazioni e accreditamenti viene disciplinato in maniera rigorosa: ciò consentirà di innalzare il livello qualitativo dei soggetti pubblici e privati che intendono svolgere attività di intermediazione, di manodopera o altri servizi al lavoro.?
Per favorire l’integrazione tra politiche del lavoro e politiche formative, è previsto il sostegno ad interventi di formazione per tutte le persone che hanno difficoltà d’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro; per quelli che hanno già un’occupazione, invece, si sostengono interventi specifici di formazione e aggiornamento continuo.
“Per quanto attiene le misure di politica attiva del lavoro – ha aggiunto Ascoli- particolare attenzione è dedicata ai giovani laureati e diplomati: borse di studio per la realizzazione di progetti di ricerca e esperienze lavorative da svolgersi presso imprese o associazioni senza fini di lucro.?
Nel progetto di legge, inoltre, sono incentivate le nuove assunzioni effettuate dalle imprese e sono previsti finanziamenti per sostenere lo sviluppo di nuova imprenditorialità. Per quanto riguarda l’inserimento lavorativo delle persone disabili, in attuazione dei principi sanciti dalla Legge n. 68 del 1999, sono promosse sia azioni di avvio al lavoro, che di accompagnamento, per garantire una positiva e stabile integrazione del disabile nell’ambiente di lavoro.
Si sostengono inoltre tutte le iniziative imprenditoriali, concordate con le organizzazioni sindacali, finalizzate al miglioramento dei livelli di salute, sicurezza e qualità del lavoro; sono promossi anche gli interventi formativi volti alla conoscenza dei principi della responsabilità sociale delle imprese. In tema di sicurezza sul lavoro, in particolare, viene dato uno specifico risalto agli aspetti della formazione e dell’informazione, nonché della prevenzione e della vigilanza.
La lotta al lavoro sommerso è un altro dei temi centrali della normativa: contrastare il fenomeno incentivando le forme di emersione, promuovendo azioni formative e informative, di tutoraggio e consulenza. Infine, allo scopo di garantire la stabilità del lavoro, si sostengono processi aziendali di trasformazione organizzativa e di innovazione tecnologica; in concorso con gli enti locali e le parti sociali, è inoltre prevista la realizzazione, da parte della Regione, di azioni volte a prevenire situazioni di crisi territoriali, settoriali ed aziendali, che abbiano come obiettivo la salvaguardia dei livelli occupazionali. La proposta di legge è stata, naturalmente. trasmessa al Consiglio regionale per l’esame e la definitiva approvazione in aula.

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