SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una superficie di 600 metri quadrati per il Cediser Arcobaleno, questo ciò che chiede il Presidente del Comitato Progetto Handicap Piceno, Gabriele Franceschini. Una superficie, appena sufficiente a raggiungere uno spazio congruo per ospitare i 29 ragazzi ora stipati in 330. Una situazione insostenibile.
“Non ci sono le condizioni per operare in sicurezza – tuona Franceschini – poiché i ragazzi, affetti da varie patologie psichiche e di diversa gravità, vivono in spazi ristretti e in una stato di promiscuità. Manca l’assistenza sanitaria, che abbiamo solo grazie al buon cuore di alcuni medici volontari. Non è garantito il minimo diritto alla salute o allo studio.?
L’atto di protesta del C.Ha.P.P. vuole essere una presa di posizione forte nei confronti di tre anni di promesse non mantenute e di una situazione che mette ha repentaglio la sicurezza stessa degli ospiti del CEDISER. Il Presidente e tutti i soci chiedono, inoltre, che venga fatta chiarezza sull’apertura del centro e sulle figure professionali necessarie per essere operatori.
“Non voglio – continua Franceschini – che questa promessa di occupazione venga interpretata semplicemente come un atto di forza o venga strumentalizzato. E’ un atteggiamento che deve richiamare alla responsabilità chi di dovere.“

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