ROMA – Il presidente Macalli contro i ripescaggi. Un’assemblea informale per mettere al corrente le società di serie C sulla situazione in cui versa il calcio italiano. Mario Macalli, presidente di Lega, chiarisce dove sono cominciati gli errori e anticipa i provvedimenti per il futuro.
«Il campionato non lo cambiamo più – esordisce al termine dei lavori – perchè è la terza volta che modifichiamo i calendari. Alla riunione era presente l’85% delle società che ha approvato all’unanimità le nostre decisioni ed il nostro atteggiamento». Nei giorni scorsi si era parlato anche di un possibile sciopero. «Non abbiamo mai pensato una cosa del genere per non mettere in difficoltà la Figc. Noi giochiamo regolarmente, non vogliamo essere d’ostacolo per nessuno».
Le cose, però, in questa stagione estiva non sono andate tanto bene. Macalli conferma: «Abbiamo dato mandato all’avvocato Bruno Biscotto di studiare il sistema più opportuno per blindare il prossimo campionato. Entro il 30 giugno vogliamo conoscere le società aventi diritto a disputare il campionato di serie C altrimenti la nostra categoria, che è stata laboratorio per tante iniziative nuove, come i tre punti o i play-off/out, sarà nuovamente in difficoltà».
L’iscrizione di Viterbo, Ancona e Como non gli è andata proprio giù e si vede. «Nessuna squadra avrebbe voluto adempiere ma siamo stati costretti a farlo. E’ come se fossimo andati in un supermercato ed ottenuto tre fustini al posto di due». Chi esce sconfitto da questa estate così travagliata? «Chi era a posto, è stato mortificato oltremisura».
Nel pomeriggio Macalli si è incontrato in Federcalcio con il presidente Carraro. Al termine dell’incontro ha detto la sua sulla questione dell’allargamento del «potere» della Lega di Milano. Le parole di Adriano Galliani: «Vorremmo contare più del 17%», non sono state gradite da Macalli. «Lo statuto andrà adeguato con i principi informatori del Coni – esordisce -. Certo deve esserci una convergenza comune di tutte le forze in campo. Galliani deve ricordarsi che la sua Lega è formata da società di serie A e B e non solo da quelle di A. Insieme, noi e loro, contiamo quanto i Dilettanti. Mi sembra che, percentualmente parlando, nessuno può lamentarsi. Ognuno vive nella Figc ed il presidente dovrà essere espressione di tutti. Gli accordi politici, insomma, non devono privilegiare nessuno».
Macalli, infine, ha chiesto a Carraro di accorciare sensibilmente i tempi per le iscrizioni al campionato 2005-6 chiedendo una riduzione temporale dei giudizi del Coni e della giustizia amministrativa.

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