*Spett. redazione, qualche giorno fa ho letto sul vostro giornale della volontà di questa amministrazione di portare i presidenti delle società partecipate a relazionare in consiglio comunale. Ovviamente ho subito pensato che finalmente dopo, tre anni di attesa, questa volta avremmo potuto sentire i vari presidenti parlare di risultati raggiunti e dello stato di salute dei vari enti, senza doverci accontentare di conoscerli a mezzo stampa.
Altro pensiero che subito mi è balenato per la testa è che forse, finalmente, avremmo compreso il motivo per cui Alleanza Nazionale si è battuta anima e corpo per la vendita del centro agroalimentare quando era all’opposizione, mentre ora che ha ottenuto la presidenza di quel centro non parla più di privatizzazione. Anzi c’è da dire che una delibera riguardante tale argomento, dopo essere stata votata due anni fa in consiglio, giace ancora negli archivi comunali.
Tante domande in attesa di un confronto sereno e democratico. Come se tutto questo non bastasse, poi, c’è la ciliegina sulla torta. Sia dalle dichiarazioni del Sindaco Martinelli che da quelle del capogruppo di Alleanza Nazionale, Benito Rossi, si viene a sapere che i presidenti delle partecipate relazioneranno in consiglio comunale passando prima per un preliminare incontro con la maggioranza. Ora io capisco che per Martinelli la forma in politica sia un optional, ma che il capogruppo di un partito storico faccia simili scivoloni è grave.
Mi sforzo di ripeterlo fino alla noia, chi viene eletto in una tornata elettorale è scelto dagli elettori per governare e non per comandare un consiglio di amministrazione.
Come fa una maggioranza di centro destra a chiamare i presidenti delle società partecipate a relazionare nella sola maggioranza prima ancora che in consiglio comunale? Tali società, tra l’altro, oltre al comune di San Benedetto prevedono la partecipazione anche di altri Enti.
Chiediamo rispetto per la democrazia e rispetto delle regole. Ai presidenti delle società partecipate un invito a non rendersi complici di queste approssimazioni politiche tipiche di una destra senza idee, quindi a non prender parte ad alcun incontro se non a quelli ufficiali con chi rappresenta la città tutta, ossia il consiglio comunale.
*Giovanni Gaspari
Consigliere comunale DS

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