SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Caro? biglietto, quanto mi costi? Tiene banco la polemica sul rincaro dei prezzi, che ieri ha visto l’esposizione di alcuni striscioni nel settore dei distinti, il più colpito dal rincaro (da 12 a 15 euro). Senza, per il momento, addentrarci nella disputa (entrambi le parti, società e tifosi, hanno una parte della ragione), riportiamo le dichiarazioni fatte nel pomeriggio da Vincenzo D’Ippolito e Gabriele Mastellarini.
Se sul caro biglietti D’Ippolito sorvola (ieri aveva ribadito che si tratta di prezzi in linea con la media nazionale), il consulente di mercato della Samb (definito “strepitoso? da Mastellarini per il gran lavoro che sta compiendo) ha dichiarato che “mi è dispiaciuto scoprire che San Benedetto, per certi versi, è come Taranto. Ci sono molti portoghesi, si fanno entrare persone senza biglietto, ci si passa di mano i cartellini. Secondo me ieri allo stadio c’erano almeno seimila e cinquecento persone, e come minimo in mille e cinquecento non hanno pagato. Questo fa male alla Samb: il calcio è uno spettacolo e per vederlo bisogna pagare, come quando si va al cinema.?
Mastellarini ha dichiarato invece di aver reputato anche simpatici alcuni striscioni scritti in dialetto sambenedettese (“ve scème date na mà e ve scète pijate nu vracce!?), anche se ha ricordato che in curva il prezzo del biglietto non è stato ritoccato e che, ad ogni modo, “la Samb non è né di D’Ippolito né di Mastellarini ma di San Benedetto, e mio padre e gli altri imprenditori che aderiranno al progetto Samb non hanno la Samb per arricchirsi, e quindi i dieci euro vengono dati non a Mastellarini ma alla Samb.?

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