A cura di Antonio Di Battista (il resto dell’intervista sarà pubblicato sul nostro settimanale, in edicola sabato).
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Passiamo all’attualità…che ne pensa del girone della Samb, anche alla luce delle ultime vicende che hanno inserito una società gloriosa come quella del Napoli nel nostro raggruppamento?
Non c’è solo il Napoli: ci sono squadre importanti con una storia notevole dietro come il Padova, la Reggiana, la Spal, l’Avellino. Insomma, è un girone molto duro.
In sede di presentazione lei ha dichiarato che l’obiettivo per quest’anno è la salvezza: è stata una dichiarazione di facciata o veramente di più non si può proprio fare?
Siamo convinti che questo sia l’obiettivo massimo che possiamo raggiungere. Nessuno si deve scordare che siamo partiti a settembre, con una formazione messa in piedi con un paio di giorni.
Mi scusi, ma qualche addetto ai lavori afferma che la Samb abbia potenzialità per posizionarsi in un ipotetica seconda fascia, cioè dietro le formazioni accreditate per la vittoria finale: lei cosa ne pensa?
Quel qualcuno lì ci vuole male! Tra le altre cose noi abbiamo grossi problemi di tesseramento (ancora non sono arrivati i transfert per alcuni stranieri). Già abbiamo fatto un miracolo a creare la rosa che abbiamo, domenica, in Coppa Italia, contro la Fermana abbiamo giocato con un centrocampo di una formazione primavera (‘87, ‘86, ‘85) che non è presentabile in un campionato di Serie C1. Sia a livello fisico, sia a livello di esperienza si fa fatica a competere con un siffatto centrocampo.
A livello di giocatori qual è quello che finora l’ha più impressionato?
Innanzitutto, vorrei rimarcare la serietà di tutti i componenti della rosa. Dopo di che, a livello tecnico Guiterrez è quello che è dotato maggiormente.

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