SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La zanzara tigre c’è e si fa sentire. Turisti e residenti lo sapevano già, i dati scientifici ora lo confermano. Si è conclusa in questi giorni la campagna di monitoraggio degli insetti ematofagi condotta per un mese da una task force di esperti provenienti dall’Università di Camerino. I risultati dell’operazione sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno preso parte l’assessore all’ambiente Ruggero Latini e il pool di esperti dell’Unicam, composto dal responsabile, Dott. Guido Favia e dalla Dott.ssa Annette Habluetzel. “L’Amministrazione ha programmato negli ultimi mesi diverse iniziative – ha spiegato Latini – per prevenire il fastioso problema causato dalla presenza di insetti ematofagi in città. Tra queste la pulizia dei fossi e dei tombini, lo sfalcio delle erbacce e la predispozione di un’ordinanza per la manutenzione delle aree private”.
“Nel quadro di questi interventi – ha aggiunto l’assessore – abbiamo pensato di avviare una specifica attività di monitoraggio sulla diffusione nel territorio delle zanzare tigre, condotta da un gruppo d’esperti in materia. La campagna è stato programmata in base agli accordi dello specifico protocollo di intesa firmato in maggio tra l’Amministrazione Comunale e l’UniCam”. ha spiegato Latini. “L’attività degli esperti ha riguardato cinque zone della città, scelte in base alle segnalazioni dei cittadini: Paese Alto, Sentina, Marina di Sotto, Zona Ascolani, Cimitero“.
La dott.ssa Habluetzel ha rivelato i particolari dell’operazione: “Confermiamo la presenza nel territorio della zanzara tigre e della zanzara comune. In questo mese abbiamo posizionato diverse trappole nelle zone più critiche della città. Le trappole sono dei contenitori di plastica, riempiti d’acqua che hanno al proprio interno una bacchetta in masonite, su cui le zanzare depositano le uova. Sono state messe in siti nascosti, come i cespugli, luoghi in cui questi insetti generalmente si riposano. Una volta a settimana le abbiamo controllate e prevelato le uova.
La dott.ssa Habluetzel ha tracciato un ‘identikit’ della zanzara tigre in base alle caratteristiche e alle modalità di diffusione: “I maggiori focolai larvali si trovano in tombini, sottovasi e in genere in tutti i ristagni d’acqua. Colpiscono soprattutto di giorno, nelle ore più fresche”.
Conclusa la prima fase di studio, nei prossimi giorni sarà avviato un intervento sperimentale per cercare di debellare il fastidioso insetto, come ha spiegato il dott. Favia: “Sarà utilizzato un trattamento a base di sostanze chimiche nei tombini del quartiere Marina di Sotto, il più colpito dal fenomeno”.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 260 volte, 1 oggi)