I marchigiani sono una comunità di fedeli, soprattutto cattolici. È quanto emerge dall’indagine svolta dall’istituto di studi politici, economici e sociali Eurispes Marche sulla religiosità dei cittadini della nostra regione, secondo la quale spicca tra i marchigiani la tendenza al credo cattolico: considerando il totale dei cattolici sul numero complessivo della popolazione emerge che in media, nel 2000, il 97,2% degli italiani è cattolico, scorporando ulteriormente il dato per regioni, si evince che nelle Marche, a fronte di una popolazione per la quasi totalità di fede cattolica (98,3%) risiede circa il 2,5% dei cattolici italiani e il 3,6% delle parrocchie. Approfondendo ulteriormente l’analisi si osserva inoltre come le Marche occupino il quarto posto a livello nazionale per numero di religiosi con ben 4,4 religiosi e 15 religiose ogni 10.000 cattolici, evidenziando come, nella nostra regione le vocazioni religiose siano piuttosto diffuse rispetto alla media nazionale.
Mete di pellegrinaggio: Loreto tra le più frequentate
Le Marche registrano un tasso di 5,7 parrocchie ogni 10.000 cattolici, collocandosi al terzo posto tra le regioni del Centro Italia per luoghi di preghiera, sebbene la maggior concentrazione di forze ecclesiastiche operi nell’Italia Settentrionale. La funzione dei santuari, esaltata a partire dall’Anno Mariano del 1987 per culminare nel Giubileo del 2000 ha visto una frequentazione dei santuari senza precedenti e, soltanto in Italia, se ne contano 2.058. La regione Marche, con i suoi 103 santuari, costituisce il 5,1% del totale nazionale, collocandosi fra le regioni d’Italia con il più elevato numero di luoghi meta di pellegrinaggio. “Si sta assistendo ad una nuova fase della religiosità – sostiene Camillo Di Monte, presidente Eursipes Marche – che può distinguersi essenzialmente in due tipologie: quella che potremmo definire risveglio della spiritualità per trovare un senso alla propria esistenza e quello che è un atteggiamento di religiosità superficiale, un fenomeno innegabile che si riscontra nella crescente devozione riservata alla Madonna ed ai Santi. In particolare, per i pellegrinaggi, si potrebbe parlare di turismo “stratificato? perché comprende viaggi con caratteristiche diverse: quelli di tipo esclusivamente religioso e quelli sollecitati da una significativa attrazione per le bellezze artistiche dei luoghi di culto?.
I pellegrinaggi si sono infatti trasformati da esperienza mistica individuale in uno dei modelli privilegiati del turismo di massa per credenti e non. Il turismo religioso rappresenta infatti uno dei business più redditizi per i tour operators internazionali, un fenomeno alimentato dal fatto che la maggioranza dei luoghi sacri costituisce un patrimonio di notevole valore storico ed artistico, e che quindi rappresenta una meta di viaggio doppiamente privilegiata. Lo studio sul turismo, commissionato dalla Federalberghi alla società di ricerche Mercury di Firenze, indica che il segmento religioso del settore turistico, che include sia i viaggi a carattere esclusivamente religioso sia quelli che mostrano una significativa motivazione religiosa, registra annualmente circa 12 milioni di pernottamenti alberghieri, con un giro d’affari complessivamente pari a 3.5 miliardi di euro, corrispondenti al 5% del fatturato annuo nazionale del comparto turistico.
Per quanto riguarda le mete di pellegrinaggio, va sottolineato che dei 2.058 santuari censiti in Italia, solo una ventina sono in grado di attrarre un notevole numero di turisti e, tra questi, Loreto è fra i più frequentati, basti considerare che solo nel 2001 ha avuto 4 milioni di visitatori, al pari del Santuario di Pompei. Non a caso, proprio Loreto è stata scelta per la visita di Giovanni Paolo II del prossimo 5 settembre in occasione del pellegrinaggio nazionale dell’ Azione Cattolica Italiana: un evento di estremo rilievo che mette in risalto la nostra regione sul piano della solidarietà visto che numerosi pellegrini sono ospitati da famiglie marchigiane, ma anche perché è l’unico viaggio in Italia previsto dal Papa per il 2004 ed in tale occasione avverranno anche tre nuove beatificazioni. I marchigiani sono una comunità di fedeli, soprattutto cattolici. È quanto emerge dall’indagine svolta dall’istituto di studi politici, economici e sociali Eurispes Marche sulla religiosità dei cittadini della nostra regione, secondo la quale spicca tra i marchigiani la tendenza al credo cattolico: considerando il totale dei cattolici sul numero complessivo della popolazione emerge che in media, nel 2000, il 97,2% degli italiani è cattolico, scorporando ulteriormente il dato per regioni, si evince che nelle Marche, a fronte di una popolazione per la quasi totalità di fede cattolica (98,3%) risiede circa il 2,5% dei cattolici italiani e il 3,6% delle parrocchie. Approfondendo ulteriormente l’analisi si osserva inoltre come le Marche occupino il quarto posto a livello nazionale per numero di religiosi con ben 4,4 religiosi e 15 religiose ogni 10.000 cattolici, evidenziando come, nella nostra regione le vocazioni religiose siano piuttosto diffuse rispetto alla media nazionale.
METE DI PELLEGRINAGGIO: LORETO TRA LE PIU’ FREQUENTATE
Le Marche registrano un tasso di 5,7 parrocchie ogni 10.000 cattolici, collocandosi al terzo posto tra le regioni del Centro Italia per luoghi di preghiera, sebbene la maggior concentrazione di forze ecclesiastiche operi nell’Italia Settentrionale. La funzione dei santuari, esaltata a partire dall’Anno Mariano del 1987 per culminare nel Giubileo del 2000 ha visto una frequentazione dei santuari senza precedenti e, soltanto in Italia, se ne contano 2.058. La regione Marche, con i suoi 103 santuari, costituisce il 5,1% del totale nazionale, collocandosi fra le regioni d’Italia con il più elevato numero di luoghi meta di pellegrinaggio. “Si sta assistendo ad una nuova fase della religiosità – sostiene Camillo Di Monte, presidente Eursipes Marche – che può distinguersi essenzialmente in due tipologie: quella che potremmo definire risveglio della spiritualità per trovare un senso alla propria esistenza e quello che è un atteggiamento di religiosità superficiale, un fenomeno innegabile che si riscontra nella crescente devozione riservata alla Madonna ed ai Santi. In particolare, per i pellegrinaggi, si potrebbe parlare di turismo “stratificato? perché comprende viaggi con caratteristiche diverse: quelli di tipo esclusivamente religioso e quelli sollecitati da una significativa attrazione per le bellezze artistiche dei luoghi di culto?.

I pellegrinaggi si sono infatti trasformati da esperienza mistica individuale in uno dei modelli privilegiati del turismo di massa per credenti e non. Il turismo religioso rappresenta infatti uno dei business più redditizi per i tour operators internazionali, un fenomeno alimentato dal fatto che la maggioranza dei luoghi sacri costituisce un patrimonio di notevole valore storico ed artistico, e che quindi rappresenta una meta di viaggio doppiamente privilegiata. Lo studio sul turismo, commissionato dalla Federalberghi alla società di ricerche Mercury di Firenze, indica che il segmento religioso del settore turistico, che include sia i viaggi a carattere esclusivamente religioso sia quelli che mostrano una significativa motivazione religiosa, registra annualmente circa 12 milioni di pernottamenti alberghieri, con un giro d’affari complessivamente pari a 3.5 miliardi di euro, corrispondenti al 5% del fatturato annuo nazionale del comparto turistico.

Per quanto riguarda le mete di pellegrinaggio, va sottolineato che dei 2.058 santuari censiti in Italia, solo una ventina sono in grado di attrarre un notevole numero di turisti e, tra questi, Loreto è fra i più frequentati, basti considerare che solo nel 2001 ha avuto 4 milioni di visitatori, al pari del Santuario di Pompei. Non a caso, proprio Loreto è stata scelta per la visita di Giovanni Paolo II del prossimo 5 settembre in occasione del pellegrinaggio nazionale dell’ Azione Cattolica Italiana: un evento di estremo rilievo che mette in risalto la nostra regione sul piano della solidarietà visto che numerosi pellegrini sono ospitati da famiglie marchigiane, ma anche perché è l’unico viaggio in Italia previsto dal Papa per il 2004 ed in tale occasione avverranno anche tre nuove beatificazioni. I marchigiani sono una comunità di fedeli, soprattutto cattolici. È quanto emerge dall’indagine svolta dall’istituto di studi politici, economici e sociali Eurispes Marche sulla religiosità dei cittadini della nostra regione, secondo la quale spicca tra i marchigiani la tendenza al credo cattolico: considerando il totale dei cattolici sul numero complessivo della popolazione emerge che in media, nel 2000, il 97,2% degli italiani è cattolico, scorporando ulteriormente il dato per regioni, si evince che nelle Marche, a fronte di una popolazione per la quasi totalità di fede cattolica (98,3%) risiede circa il 2,5% dei cattolici italiani e il 3,6% delle parrocchie. Approfondendo ulteriormente l’analisi si osserva inoltre come le Marche occupino il quarto posto a livello nazionale per numero di religiosi con ben 4,4 religiosi e 15 religiose ogni 10.000 cattolici, evidenziando come, nella nostra regione le vocazioni religiose siano piuttosto diffuse rispetto alla media nazionale.
Mete di pellegrinaggio: Loreto tra le più frequentate
Le Marche registrano un tasso di 5,7 parrocchie ogni 10.000 cattolici, collocandosi al terzo posto tra le regioni del Centro Italia per luoghi di preghiera, sebbene la maggior concentrazione di forze ecclesiastiche operi nell’Italia Settentrionale. La funzione dei santuari, esaltata a partire dall’Anno Mariano del 1987 per culminare nel Giubileo del 2000 ha visto una frequentazione dei santuari senza precedenti e, soltanto in Italia, se ne contano 2.058. La regione Marche, con i suoi 103 santuari, costituisce il 5,1% del totale nazionale, collocandosi fra le regioni d’Italia con il più elevato numero di luoghi meta di pellegrinaggio. “Si sta assistendo ad una nuova fase della religiosità – sostiene Camillo Di Monte, presidente Eursipes Marche – che può distinguersi essenzialmente in due tipologie: quella che potremmo definire risveglio della spiritualità per trovare un senso alla propria esistenza e quello che è un atteggiamento di religiosità superficiale, un fenomeno innegabile che si riscontra nella crescente devozione riservata alla Madonna ed ai Santi. In particolare, per i pellegrinaggi, si potrebbe parlare di turismo “stratificato? perché comprende viaggi con caratteristiche diverse: quelli di tipo esclusivamente religioso e quelli sollecitati da una significativa attrazione per le bellezze artistiche dei luoghi di culto?.
I pellegrinaggi si sono infatti trasformati da esperienza mistica individuale in uno dei modelli privilegiati del turismo di massa per credenti e non. Il turismo religioso rappresenta infatti uno dei business più redditizi per i tour operators internazionali, un fenomeno alimentato dal fatto che la maggioranza dei luoghi sacri costituisce un patrimonio di notevole valore storico ed artistico, e che quindi rappresenta una meta di viaggio doppiamente privilegiata. Lo studio sul turismo, commissionato dalla Federalberghi alla società di ricerche Mercury di Firenze, indica che il segmento religioso del settore turistico, che include sia i viaggi a carattere esclusivamente religioso sia quelli che mostrano una significativa motivazione religiosa, registra annualmente circa 12 milioni di pernottamenti alberghieri, con un giro d’affari complessivamente pari a 3.5 miliardi di euro, corrispondenti al 5% del fatturato annuo nazionale del comparto turistico.
Per quanto riguarda le mete di pellegrinaggio, va sottolineato che dei 2.058 santuari censiti in Italia, solo una ventina sono in grado di attrarre un notevole numero di turisti e, tra questi, Loreto è fra i più frequentati, basti considerare che solo nel 2001 ha avuto 4 milioni di visitatori, al pari del Santuario di Pompei. Non a caso, proprio Loreto è stata scelta per la visita di Giovanni Paolo II del prossimo 5 settembre in occasione del pellegrinaggio nazionale dell’ Azione Cattolica Italiana: un evento di estremo rilievo che mette in risalto la nostra regione sul piano della solidarietà visto che numerosi pellegrini sono ospitati da famiglie marchigiane, ma anche perché è l’unico viaggio in Italia previsto dal Papa per il 2004 ed in tale occasione avverranno anche tre nuove beatificazioni.

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