*Suscita tristezza assistere alle faide interne dell’Amministrazione comunale sambenedettese. Di colpo siamo ripiombati negli anni oscuri della politica, dove l’approssimazione amministrativa, la difesa ad oltranza di caste cittadine privilegiate, hanno creato un miscuglio con una visione mediocre dell’amministrazione pubblica, con il pettegolezzo, l’invidia, le antipatie personali ed allontanato la soluzione dei grandi problemi socio-economici della città e svilendo la discussione politica.
Eppure questa Amministrazione aveva tutte le carte in regola per operare serenamente sia nella gestione ordinaria della città che nel proseguire ed allargare la politica straordinaria di sviluppo ereditata dalla passata amministrazione. Su quest’ultima non valgono le accuse rivoltegli di sperpero di danaro, di supertassazioni, di buco di bilancio visto che negli ultimi tre anni si sono ottenuti cospicui avanzi di bilancio.
Questa Amministrazione ha ereditato una città senza tensioni, se si escludono interventi di aggiustamento, ed in pieno sviluppo e crescita economica e di rappresentanza politica. Viene da pensare a cosa sarebbe successo se nel 1993 al posto della prima amministrazione Perazzoli si fossero insediati gli attuali amministratori. In piena tempesta di manipulite, con tutti il regolamento e lo Statuto comunale da cambiare, con circa 17 miliardi di debiti da pagare per le aree espropriate, con tutte le scuole, il mercato ittico e ortofrutticolo, la Piscina, il Palazzetto dello Sport, la pista di atletica, la Palazzina Azzurra, l’ex Gil, la Biblioteca comunale, lo Stadio inagibili o chiusi, il totale insabbiamento del porto, la paralisi degli uffici urbanistici e del commercio (con la Guardia di Finanza presente quotidianamente e decine di miliardi di richieste di risarcimento danni nei confronti di funzionari e politici), un manto stradale cittadino da rifare totalmente, l’ultimazione e la sostituzione di reti fognarie, idriche, elettriche, la viabilità compromessa dai Tir sulla statale, la manutenzione di piante e giardini bloccata, la sede comunale di Viale De Gasperi da ultimare, la Discarica esaurita, il Depuratore da potenziare, i piani e regolamenti del commercio, dei carburanti, dei trasporti, dei pubblici esercizi, del mercato ittico da rinnovare, il Centro Agro Alimentare, il Palazzo dei Congressi, il Centro Cediser ed Arcobaleno, il Mattatoio, il Cetria, il Circolo Mare Bunazze, la Darsena turistica da costruire, una politica assistenziale e culturale azzerata, il fallimento della Sambenedettese Calcio oltre a migliaia di questioni legate ai problemi dei cittadini rimaste sospese da anni di indifferenza. Problemi enormi che le due amministrazioni Perazzoli hanno risolto grazie ad uno spirito fortemente collaborativo, dove c’era talmente tanto da fare che non c’era il tempo per litigare.
La città oggi è regredita in tutti i settori e solo l’articolazione urgentissima di un nuovo piano strategico di sviluppo sostenibile, che delimiti l’Amministrazione ordinaria da quella straordinaria, può ridare speranza per il futuro.
Una realtà socio-economica fragile, complessa ed articolata come è quella sambenedettese e del suo comprensorio, necessita di strategie dinamiche che puntino da una parte alla difesa dei risultati raggiunti e dall’altra a forme di iniziative sempre più innovative per aprirsi a nuove occasioni di sviluppo.
Le cose da fare sono ancora tante e per farle occorre una coesione e condivisione politico-amministrativa che sembra lontana anche nello stesso schieramento di centro sinistra, dove gli interessi personali sembrano prevalere sugli interessi collettivi, estraniando forze nuove che invece sarebbero utilissime per il bene della città.
*Nazzareno Torquati

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 460 volte, 1 oggi)