Il lancio di trecento uova contro un uomo inerme – uova lanciate con inaspettata veemenza da un gruppo di donne – ha scosso la quiete di questo caldo pomeriggio sambenedettese. Nulla di grave: si è trattato della rappresentazione di una delle performance più attese della rassegna Biennale Adriatica delle Arti Nuove, andata in scena questo pomeriggio, attorno alle ore 15, lungo il centralissimo viale Buozzi, davanti alla Palazzina Azzurra. A proporla è stato l’artista spagnolo Gonzalo La Borra, trentenne di Pamplona, che si è immolato per la causa della rivincita del sesso femminile nei confronti del genere maschile.
La Borra si è avvicinato al termine dell’isola pedonale con indosso semplicemente un paio di boxer bianchi: scalzo, veniva guidato da una ragazza tramite una corda che teneva legata al collo. Occhi coperti da una fasciatura, La Borra rappresentava misticamente una sorta di novello Gesù Cristo, che stavolta però non si è sacrificato per riscattare i peccati del mondo ma soltanto quelli di una metà: quella maschile, rea di secoli di predominio sulle donne.
La Borra così si è accasciato sull’asfalto è si è lasciato colpire dal lancio di trecento uova, scagliate esclusivamente da donne. Presto la scena ha cominciato ad assumere un aspetto macabro: La Borra a terra, immobile e apparentemente privo di sensi, una patina di tuorli e albumi e gusci d’uova addosso e intorno, e il lancio sempre più fitto di uova da parte delle ragazze.
Terminata la lapidazione a colpi di uova, La Borra è rimasto fermo per diversi minuti, prima di essere coperto con un lenzuolo bianco, come se fosse effettivamente un cadavere.
Infine Gonzalo La Borra si è – con fatica, non sappiamo quanto simulata – rialzato, e parzialmente pulito. “Con questa rappresentazione cerco di immaginare come si sentono le donne mentre mi tirano le uova – ha dichiarato La Borra – Spero che in futuro non lo facciano ancora, anche se credo che ogni uomo avrebbe bisogno di vivere un’esperienza come la mia.? Per La Borra questa esperienza è stata utile “per capire come sono le ragazze italiane, anche se preferisco tenerlo per me. L’obiettivo che mi pongo con queste rappresentazioni è quello di sentirmi un uomo ma soffrire come una donna.?
Alla performance hanno assistito diversi curiosi, che hanno espresso opinioni differenti. Disgustati soprattutto alcuni anziani, mentre tra i più giovani hanno espresso pareri differenti. Per Cristian Paralupi “il primo impatto è stato abbastanza strano, e solo ora ho capito che si tratta di una rievocazione di un’usanza spagnola, anche se non riesco a comprendere il significato di questa performance.? Ma qual è il parere delle donne lapidatrici (sia pure a colpi di uova)? Per Cristina Trevisani si è trattato di uno “sfogo bello, una rivincita contro il mondo! Il lancio delle uova mi è servito moltissimo, adesso mi sento capace di spostare un muro!?
Beate uova…

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