PRIMA FASCIA

AVELLINO: retrocessa dalla serie B ha confermato diversi giocatori che si sono messi in luce sotto la direzione di Zeman, è un organico di tutto rispetto, un mix di giovani ed esperti che proietta la squadra di Cuccureddu, tra l’altro in orbita GEA, verso traguardi importanti.
L’uomo in più: senza dubbio Ghirardello, se tornerà a segnare come ai tempi di Cittadella per i tifosi irpini sarà lecito sognare il ritorno in cadetteria.
Il giovane: il difensore Puleo, classe ’79, già in evidenza lo scorso anno in serie B, dovrebbe essere uno dei migliori difensori dell’intero torneo.
L’incognita: il fatto di essere candidata principale alla promozione potrebbe un po’ frenarla; è difficile comunque che non riesca a classificarsi almeno tra le prime cinque.

BENEVENTO: anche i sanniti hanno confermato a grandi linee l’organico che ha permesso di disputare i playoff persi non senza recriminazioni in quel di Crotone. Ha forse una delle coppie di attacco più forti del girone (Molino-Mastrolilli), ha puntellato con l’arrivo di Di Sauro (l’anno scorso a Viterbo) e De Liguori (ex Taranto) i ruoli meno coperti.
L’uomo in più: per l’importanza che assumono i bomber, a pari merito il “Drago? Molino e Mattia Mastrolilli, reduce da un’ottima stagione in maglia acese.
Il giovane: Cutolo (1981) è forse il giovane più dotato tecnicamente della squadra giallorossa. Reduce da una bella stagione con la casacca del Giugliano, difficilmente troverà spazio nell’undici iniziale, ma sicuramente non passerà inosservato nei momenti in cui sarà impegnato.
L’incognita: Benedetti, che inizialmente aveva rassegnato le dimissioni, ha a disposizione una rosa ampia e formata da elementi validi; forse l’accesa concorrenza potrebbe minare lo spogliatoio e rivelarsi come un grande problema da risolvere.

LANCIANO: per fortuna la società frentana non è passata dalle mani di Angelucci (figlio del compianto presidente) alla cordata guidata da Giorgio Chinaglia. Si candida come una delle sorprese del torneo. La partenza di Ferreira Pinto (destinazione Perugia) ha forse indebolito il reparto offensivo dei rossoneri, che comunque possono contare su una coppia di tutto rispetto, Nassi e Chigou garantiscono gol ed esperienza.
L’uomo in più: Maurizio Nassi, idolo dei tifosi rossoneri, può essere l’arma in più di mister Pellegrino; giocatore che si è fatto sempre trovare pronto ogni volta che è stato chiamato in causa, ottenendo un buon bottino di reti nella sua carriera.
Il giovane: Il già citato Chigou (1983), attaccante possente del Camerun, si è messo in luce prima ad Andria e poi a Paternò, nel mezzo una parentesi non fortunata a Legnano. Garantisce un discreto numero di gol, anche di pregevole fattura.
L’incognita: poteva essere cercata fuori dal campo, dopo le avventure non brillantissime di Chinaglia nelle vesti di patron (ricordo Foggia), c’era da aspettarsi tutto e il contrario di tutto; già l’esonero del pur bravo Puccica era un segnale…forte! Ora spetta agli imprenditori locali aiutare Angelucci e creare un ambiente tranquillo che ha contraddistinto i rossoneri negli ultimi anni.

PADOVA: bella squadra, non c’è che dire. Molto forte in attacco dove può contare addirittura su quattro grandi bomber (La Grotteria, Cecchini, Matteini e Maniero), sembra anche ben organizzata a centrocampo dove spiccano Bedin, Statuto, Rossi, Manetti e Romondini e in difesa dove gli acquisti di Antonaccio e Tarozzi hanno dato solidità a un reparto forse troppo battuto lo scorso anno.
L’uomo in più: anche qui per forza di cose sono costretto a fare il nome di un attaccante: La Grotteria, i tifosi biancorossi si aspettano molto dall’ex giocatore di Ancona e Palermo che indubbiamente possiede tutti i numeri per fare una grande stagione e trascinare i biancoscudati verso le posizioni di rilievo della classifica.
Il giovane: Bedin, centrocampista molto interessante, classe 1979 che ha ancora ampi margini di miglioramento.
L’incognita: l’allenatore, mister Ulivieri dopo i successi bolognesi ha perso un po’ di smalto e forse è reduce da qualche delusione di troppo, ci si augura che possa far tornare a parlare di se come qualche anno fa.

REGGIANA: secondo me la corazzata del girone, forte (non fortissima) in difesa dove spiccano Cottini e i due nigeriani Olorunleke (ottima stagione a Nocera) e Okoroji. Devastante la forza di centrocampo e attacco, giusto qualche nome: Bonfanti, Bonomi (ex Samp), Napolioni, De Vezze e Redavid per il reparto mediano, Bertolini, Borneo, Giandomenico, De Florio e Ranalli per il reparto offensivo.
L’uomo in più: Costantino Borneo, bomber di razza, sempre in doppia cifra nel computo dei gol segnati negli ultimi 6 anni (eccezion fatta per la stagione 2001/2002: 8 gol). Parlano i fatti…
Il giovane: dico Olorunleke (1983), ma occhio anche al connazionale Okoroji (1984).
L’incognita: anche qui dico l’allenatore, Bruno Giordano forse non è il massimo, visto che sono senza panchina nomi illustri che potevano fare al caso degli emiliani, comunque staremo a vedere, tuttavia sembra difficile che la Reggiana non giunga almeno tra le prime cinque della classe.

RIMINI: grande organico quello allestito dal patron Bellavista. Completo in tutti i reparti, è veramente difficile trovare un punto debole a questa squadra, tra l’altro ben guidata da mister Leo Acori. Nel precampionato in grande evidenza Muslimovic, centravanti dal fisico possente che con Ricchiuti e Floccari (o all’occorrenza Docente) compone un trio delle…meraviglie.
L’uomo in più: senza dubbio Adrian Ricchiuti, il “Gaucho? ha tutte le qualità per disputare campionati di categoria superiore, è il plusvalore dei biancorossi, tecnica sopraffina abbinata ad una discreta visione di gioco, fanno dell’idolo dei tifosi romagnoli l’autentico “faro? del gioco offensivo (e non solo) dettato da Acori.
Il giovane: forse troverà poco spazio ma vi segnalo Alex Ambrosini (1986), autentico enfant prodige del calcio di terza serie. In alternativa indico Ferraro, difensore classe ‘83, scuola Inter, lo scorso anno a Pavia, senza dimenticare che il forte Muslimovic è del 1981!
L’incognita: non trovando grossi punti interrogativi opto per il fatto di disputare un girone diverso da quello a cui era abituata la piazza negli ultimi anni. La promozione passerà per risultati positivi da ottenere su campi sicuramente più caldi rispetto a quelli che sul finire dello scorso anno hanno visto imporsi i biancorossi, in grado di vincere senza troppi problemi in diverse trasferte.

TERAMO: come l’anno passato, si ripresenta ai nastri di partenza con i favori del pronostico. Ha dalla sua una solidità societaria garantita dal rampante Malavolta e una sublime direzione tecnica, affidata all’ottimo Zecchini. Organico di tutto rispetto, altamente competitivo per pensare di centrare quanto meno i playoff.
L’uomo in più: l’ultimo arrivato Cardinale, centrocampista che ha trascinato l’Acireale fino ai playoff è senza dubbio un acquisto di valore; in alternativa indico un altro centrocampista, un “cavallo di ritorno?, quel Bagalini (1981) reduce da un’esperienza in B con l’Avellino che senza dubbio lo ha formato sia caratterialmente che tecnicamente.
Il giovane: dico Beretta, attaccante scuola Juve, lo scorso anno ottimo rendimento sia a Trieste che a Crotone, dove è stato uno dei principali artefici della promozione in serie B.
L’incognita: anche lo scorso anno era la favorita del girone, poi problemi di amalgama hanno costretto Zecchini e C. a un campionato di transizione. Il problema principale resta a mio avviso quello di formare una grande squadra, i grandi singoli ci sono, vedremo se riusciranno ad emergere…come collettivo.

SECONDA FASCIA

CITTADELLA: Maran ha disposizione un gruppo molto valido, che ricalca a grandi linee quello dello scorso anno. Spiccano ottime individualità ma la forza di questa compagine è il gioco di squadra, l’intesa tra i singoli è ottima e la consapevolezza di non aver nulla da perdere potrebbe essere l’arma in più dei padovani.
L’uomo in più: indico Mazzoleni, lo storico capitano, dotato di esperienza, grinta e carisma. E’ il cardine della squadra che comunque può contare su altri elementi quali Amore, Giacobbo e Sgrigna già messisi in luce in categorie superiori.
Il giovane: De Gasperi, ha tutte le qualità per sfondare anche ad alti livelli. Classe 1982 è un giocatore molto eclettico che può far fare il salto di qualità alla sua squadra.
L’incognita: mediamente è una squadra molto giovane, potrebbe patire molto le trasferte “calde? del meridione; non vedo comunque grossi problemi, è una società che può lavorare in un ambiente tranquillo e che potrà sicuramente fare molto bene.

FOGGIA: questa storica e appassionata piazza ha rischiato seriamente di non esserci, per loro fortuna è arrivato il toscano (di origini calabresi) Giuseppe Coccimiglio che ha investito diversi “soldini? per salvare il sodalizio dauno, riuscendo ad allestire a bassi costi una squadra da amalgamare ma dotata di diversi pregi e qualche buona individualità.
L’uomo in più: tutto passa per i piedi di Catalano, se disputerà una grande stagione vedrete il Foggia lottare anche contro le big, in caso contrario i pugliesi soffrirebbero e non poco. Il suo sinistro è illuminante e a dispetto dell’età e di qualche bizza di troppo, resta per forza di cose il “faro? della squadra.
Il giovane: ce ne sono diversi ma penso che Da Silva possa tranquillamente definirsi sprecato per la terza serie. Paraguaiano classe ’82 è il beniamino del popolo rossonero; occhio comunque al piccolo ma temibile Cellini (1983) e allo svizzero Pascariello (1984), da molti indicato come un giocatore veramente interessante.
L’incognita: penso di non sbagliare se dico che l’intera squadra è un’incognita, anzi più che un’incognita una scommessa; se Coccimiglio la vincerà potrà pensare di gettare le basi per un futuro più roseo, altrimenti ci sarà da soffrire e solo i tifosi rossoneri potranno aiutare i ragazzi di Giannini (altra incognita) a tirarsi fuori dai…guai.

GIULIANOVA: Bene hanno fatto i dirigenti giuliesi ad offrire a Gentilini una possibilità di riscatto, dopo il campionato mediocre portato a termine, non certo per colpa sua, con L’Aquila. I giallorossi sembrano ben coperti in ogni reparto, anche se forse manca ancora qualcosina per stare completamente tranquilli.
L’uomo in più: l’ultimo acquisto Palladini, esperienza da vendere, dopo tanti anni passati nel Pescara è arrivata la decisione di trasferirsi al Giulianova: la piazza si augura di rivedere il migliore Ottavio degli ultimi anni.
Il giovane: Giuseppe Cozzolino, attaccante del 1985, già nel giro delle rappresentative nazionali, questo può essere l’anno della sua consacrazione.
L’incognita: l’anno scorso non ha disputato, tranne qualche eccezione, partite esteticamente apprezzabili, è una squadra che bada al sodo senza guardare troppo alla qualità, che però è pur sempre una dote necessaria per poter emergere; se Gentilini riuscirà a far giocare bene la sua squadra non dovrebbero soffrire più di tanto.

SAMBENEDETTESE: dispiace vedere una società del genere, con un pubblico competente e appassionato rischiare durante tutta l’estate con i Gaucci più intenti a battagliare a favore di Napoli e Perugia, che non ad allestire una squadra adatta alle esigenze della piazza o quanto meno a preoccuparsi delle sorti del sodalizio marchigiano. Per fortuna alla fine di agosto c’è stato il passaggio societario che quanto meno risolleva la gloriosa Samb.
L’uomo in più: per forza di cose il nuovo allenatore Ballardini, ex Primavera Parma. La squadra deve essere amalgamata in pochi giorni ed è formata da ragazzi che, tranne quelli provenienti dal Parma, non hanno mai giocato insieme.
Il giovane: bel colpo quello di Correa (1979), prelevato dal Brescia, ha già dimostrato con la casacca del Martina di poter fare la differenza in serie C. Un altro 1979, l’attaccante Gutierrez, potrebbe fare una bella stagione.
L’incognita: fino al 22 agosto la rosa era composta da sei elementi, primo bisogna trovare l’amalgama, secondo bisogna trovare la condizione atletica visto che non è stato fatto nemmeno il ritiro. Terzo, bisogna trovare tanta ma tanta fortuna per partire bene e incamerare punti, anche se c’è da dire che i recenti innesti sono di qualità e potrebbero tirar fuori dai guai (apparenti) i marchigiani.

SORA: il buon Eziolino Capuano dopo la sofferta salvezza dello scorso anno, spera di riuscire a salvarsi con qualche giornata di anticipo. E’ un gruppo ben amalgamato con una bella coppia d’attacco (Magliocco-Caputo) che è già entrato nei cuori dei tifosi dopo l’impresa di Coppa Italia contro i nemici storici del Frosinone.
L’uomo in più: Giovanni Costanzo. Bel colpo del Sora che conterà su un giocatore tecnicamente valido e con un gran cuore, a Foggia il 99% dei tifosi lo rimpiange!
Il giovane: ce ne sono diversi, oltre al già citato Caputo, penso che il centrocampista Antonini (1980) sia un giocatore da seguire con attenzione.
L’incognita: la stagione scorsa hanno patito molto, anche se c’è da dire che l’esonero di Sciannimanico ha giovato (e non poco); restano da vedere l’affidabilità del gruppo e le scelte tattiche di Capuano, nonché l’apparente presenza di diversi “doppioni?.

SPAL: il tecnico Allegri può essere contento dell’undici a sua disposizione. Squadra almeno da metà classifica che potrebbe però inserirsi nelle posizioni di vertice specialmente se sfrutterà al massimo gli impegni iniziali non proibitivi che il calendario le riserva.
L’uomo in più: sicuramente più che un uomo va indicato un reparto, l’attacco, che grazie ai gol di Tatti, Selva e Corallo può essere l’arma in più dei ferraresi. Come individualità spicca Pirri, promessa ai tempi di Cremona, ora forse un po’ sbiadito ma sempre valido.
Il giovane: molto interessante il difensore, scuola Lecce, Giovanni De Toma (1980). Il campionato di serie C1 sarà sicuramente un buon banco di prova per lui.
L’incognita: al momento Allegri non sembra disporre di una rosa ampia e valida, in caso di squalifiche e infortuni potrebbero soffrire più del dovuto visto l’assenza di ricambi all’altezza dei titolari.

TERZA FASCIA

CHIETI: dispiace dirlo, ma i tifosi neroverdi dovranno patire e non poco per vedere la loro squadra salvarsi; non ha al momento un attacco all’altezza, la buona coppia Quagliarella-Califano è solo un ricordo e il povero Donati nelle prime uscite ha addirittura schierato nel tandem d’attacco Lacrimini, conosciuto per essere un buon…terzino sinistro!
L’uomo in più: Rajcic, è quello più dotato tecnicamente, deve prendersi l’intera squadra sulle spalle e trascinarla verso lidi più tranquilli, il compito sembra proibitivo!
Il giovane: Di Vito, attaccante del 1983, reduce da una buona esperienza a Cava de’Tirreni, ha buoni numeri e tanta grinta, già nel giro delle rappresentative di categoria.
L’incognita: affiora qualche contestazione nei confronti della dirigenza; un’instabilità dell’ambiente già prima dell’inizio della stagione non giova affatto ai teatini, che solo con una serenità societaria e con l’apporto dei calorosi tifosi può tirarsi fuori dai bassifondi della classifica.

FERMANA: penso che sia una squadra che potrà fare bene, molti giovani di valore guidati da Cari, reduce dall’esperienza positiva di Giugliano (serie C2); dovrebbe soffrire forse meno delle altre, ma i tanti giovani mi spingono a catalogarla come un’incognita, che potrà diventare una piacevole sorpresa.
L’uomo in più: l’allenatore; Cari ha dimostrato di saper lavorare con i giovani, se sarà in grado di plasmare questo gruppo e se sarà in grado di fare una bella stagione si candiderà come uno dei migliori trainer di serie C.
Il giovane: tra i tantissimi dico Pirro, inizialmente non dovrebbe partire titolare, ma questo attaccante classe 1983 ha veramente un gran fiuto del gol e margini di miglioramento piuttosto ampi.
L’incognita: l’età media bassa potrebbe essere anche uno svantaggio, se è vero che si guadagna sotto l’aspetto atletico (maggiore freschezza), si perde in termini di esperienza, che come sappiamo in questo girone è una delle componenti essenziali per ben figurare.

MARTINA: dopo l’ingiusto mancato ripescaggio in serie B, in Valle d’Itria si è puntato su un ringiovanimento della rosa che ha comportato la partenza dei due simboli (Prisciandaro e Mitri) che hanno trascinato i biancoazzurri dalla serie D fino alle porte del paradiso. Organico incompleto fino a ieri ma affidato a un ottimo tecnico, quel Chiancone che torna a sedersi sulla panchina pugliese.
L’uomo in più: come detto ottimo allenatore, quindi ritengo Chiancone l’uomo in più dei martinesi, è in grado di lavorare bene anche in situazioni difficili come quella attuale e pertanto non sono da escludere grandi…sorprese!
Il giovane: la sorpresa dello scorso anno è stato il brasiliano Da Silva. Forse non proprio giovanissimo (1978), ha comunque ottima tecnica e un gran fiuto del gol. Il difensore Creanza ha dimostrato a Foggia di essere un grande talento che probabilmente il Bari avrebbe fatto bene a tenere nella propria rosa.
L’incognita: squadra largamente incompleta fino alla vigilia della chiusura del mercato e senza grande preparazione, al momento sembra difficile evitare i playout.

VIS PESARO: anche la Vis ha rischiato di non iscriversi, poi sul filo di lana è riuscita a sistemare la sua posizione e si presenta ai nastri di partenza con un organico non proprio all’altezza. Diversi giovani di belle speranza ma a mister Lorenzini si chiede un’impresa non indifferente, quella della salvezza.
L’uomo in più: Zappella, è uno dei pochi della rosa ad aver avuto passati importanti. Difensore molto valido può garantire ai marchigiani solidità ed esperienza.
Il giovane: tra i tanti dico Balleello, già visto in palcoscenici migliori con la maglia del Venezia, si spera che possa esplodere definitivamente e non rimanere un’eterna promessa. Si parla inoltre molto bene del piccolo Mazzeo, anche lui proveniente dagli arancioneroverdi.
L’incognita: è un girone difficile, quasi una B2, bisogna vedere l’impatto dei marchigiani che per loro sfortuna hanno anche un inizio di campionato non proprio agevole. Aggiungeteci i problemi con Bruscoli (il presidente), il coktail della retrocessione sembra già pronto.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 363 volte, 1 oggi)