Nelle Marche si fuma troppo: ben il 23,5% dichiara di avere il vizio del fumo ovvero quasi un marchigiano su quattro. Nel 2001 i forti fumatori, cioè coloro che consumano più di venti sigarette al giorno costituiscono il 10,1% della popolazione marchigiana, percentuale in aumento rispetto al 7,1% del 1999. I non fumatori costituiscono, con solo il 53,5%, poco più della metà della popolazione marchigiana, dato praticamente equivalente alla media nazionale, mentre gli ex-fumatori costituiscono il 20,9% della popolazione italiana. I dati sono preoccupanti considerando anche che un decesso su 6 è da imputare proprio al fumo.
Negli ultimi tempi è emerso nel nostro Paese il problema relativo alla tutela dei non fumatori e, in particolare di tutti coloro che sono vittime del fumo passivo. Il primo grido d’allarme è stato lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, considerando che i danni del fumo non coinvolgono esclusivamente il fumatore ma anche chi gli sta vicino facendo aumentare il rischio di patologie e morte.
“Nel complesso il vizio del fumo ha costi molto elevati per la popolazione, ma anche per lo Stato considerando che il totale delle spese sostenute supera nettamente gli introiti che derivano dalla vendita delle sigarette – sostiene Camillo Di Monte, presidente Eurispes Marche – fumare in pubblico inoltre è diseducativo, specie per gli adolescenti che sono fortemente condizionati da figure di riferimento importanti? .
La maggior fonte di guadagno per il mercato del tabacco deriva purtroppo proprio dai giovani. Secondo un’indagine svolta dall’Eurispes e da Telefono Azzurro nel 2003 su un campione di 5710 ragazzi di età compresa fra i 12 ed i 19 anni risulta che ben il 24,3% degli adolescenti fuma sigarette.
La situazione nelle Marche, regione che risulta al 7° posto in Italia per numero di fumatori di 15 anni e più, è allarmante: i fumatori e le fumatrici di età compresa fra i 15 e i 24 anni sono il 20,8%, cioè un quinto della popolazione dei giovanissimi, mentre aumentano al 38,1% nella fascia di età 25-34 anni, rappresentano il 30% nella fascia tra i 35 e 44 anni, il 31,4% nella fascia tra i 45 e 54, il 23,3% e il 10,2% rispettivamente nelle fasce tra i 55 e 64 e da 65 in poi.

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