A detta di Alessandro Gaucci (attuale detentore del pacchetto Samb) e di Ivano Bonetti (emissario di un imprenditore bresciano stranamente rimasto segreto) domani la Samb avrà un altro proprietario. Terminerà dunque l’epopea della famiglia Gaucci a San Benedetto, che dopo tre annate esaltanti è vissuta soprattutto su un perpetuo stato di tensione.
Prima che l’atto sia ufficializzato, vale però la pena riassumere quanto avvenuto nell’ultima settimana e soprattutto negli ultimi due giorni, davvero complicati.
Venerdì scorso il vicesindaco Pasqualino Piunti esce allo scoperto e dichiara che la Samb ha un acquirente molto importante. Nei giorni seguenti Piunti e l’assessore Gabrielli si recano a Norcia dove incontrano l’ex giocatore Ivano Bonetti, emissario di un gruppo di imprenditori del nord intenzionati a rilevare la Samb.
Il primo atto di questo contatto è la disponibilità della Giunta comunale di assecondare alcune istanze del nuovo acquirente: lunedì sera la Giunta invia un fax dove viene manifestata la disponibilità a soddisfare alcune richieste particolari.
Il secondo atto è l’accordo preliminare tra Gaucci e i nuovi acquirenti, avvenuto tramite uno scambio di documenti via fax. La trattativa sembra conclusa invece tutto rischia di saltare a causa di alcune divergenze economiche.
Nella giornata odierna, a fronte delle parole di Alessandro Gaucci (“Domani sarò a Brescia per firmare la cessione della Samb”), diversi personaggi importanti del mondo calcistico locale e non (tra cui un direttore sportivo abruzzese che seguiva la trattativa anche per interessi personali) ci hanno invece riferito, prima e dopo questa notizia, che Gaucci si è accordato al 100% con Mastellarini e Paterna, i quali però, a loro volta smentiscono queste supposizioni.
Scriviamo quanto abbiamo raccolto in questa giornata per dovere di chiarezza nei confronti di tutti i nostri lettori: se domani avverrà il passaggio di proprietà, come sembra oramai sicuro dalle parole dei diretti interessati, sicuramente San Benedetto intera tirerà un sospiro di sollievo.
Restano però due dubbi: perché mantenere segreto fino all’ultimo istante il nome degli acquirenti? Perché non è consentito ai giornalisti, pur in un momento così importante e decisivo, presentare alla città i nuovi acquirenti prima della firma? E inoltre: perché vengono espressi da persone affidabili pareri totalmente opposti sull’andamento della trattativa?
Quesiti che troveranno conferma domani sera, quando (si spera), la nuova Samb avrà trovato un po’ di pace.

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