La notizia della crisi della trattativa fra la famiglia Gaucci e gli acquirenti bresciani pronti a rilevare la Samb ha provocato nei tifosi rossoblù una sensazione di stordimento. Negli ultimi cinque giorni c’era stato, nell’ordine, un contatto tra il vicesindaco Piunti e l’assessore Gabrielli con un emissario di questo gruppo (l’ex giocatore Ivano Bonetti), il recepimento da parte della Giunta comunale di alcune istanze richieste dal nuovo gruppo, e persino, a detta di Alessandro Gaucci, un accordo preliminare avvenuto per mezzo di uno scambio di fax fra acquirenti e venditori. Si aspettava soltanto la firma che invece non è avvenuta.
Le supposizioni possibili sono mille e mille ancora: rimane in fondo una grande amarezza per una vicenda incredibile: in pochi mesi sono stati tantissime le trattative di acquisto, ma nessuna di esse si è conclusa. Sembra strano che il futuro della Samb debba essere così nero quando sono sul banco almeno tre o quattro offerte rispettabili, che però non trovano l’apprezzamento della famiglia Gaucci. Se infatti Alessandro decidesse di cedere il sodalizio rossoblù, impiegherebbe ventiquattro ore a trovare un acquirente. Siamo sicuri che, nonostante manchino soltanto sei giorni al termine del calciomercato, un Achille Tommolini (e chi da lui è rappresentato), un Giuliano Fiorini (e chi per lui) e soprattutto un Dante Paterna (ha avuto dei contatti con Gaucci nei giorni scorsi e fra domani e dopodomani potrebbe incontrarlo) non si tirerebbero indietro in situazioni normali.
Ma quella della Samb non ha nulla della normalità. Prendiamo l’ultima trattativa: come giustificare un dietrofront così repentino dopo aver assicurato Alessandro Gaucci e la stessa Giunta comunale? Possibile che a fronte di un investimento ingentissimo (acquistare la Samb in pratica senza giocatori, rifondarla daccapo), ci si areni di fronte a qualche oneroso contratto?
C’è qualcosa di strano e di indecifrabile che difatti non può essere nemmeno spiegato. L’unica certezza, lo ripetiamo, è che i Gaucci hanno la possibilità di liberarsi della Samb accontentandosi di qualche euro in meno rispetto a quanto da loro richiesto. Solo questo divide la Samb dal baratro.

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