SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il campionato della Samb è terminato a maggio e dopo neanche due settimane è iniziato il calvario rossoblù: i Gaucci vendono ma nessuno riesce ad acquistare il club. Dopo la cessione del Catania a Pulvirenti, Luciano Gaucci rilascia infatti un’intervista al quotidiano La Sicilia dove accenna alla possibile vendita della Samb.
Tempo pochi giorni e il duo Buccilli-Nucifora si getta sulla Samb. L’accordo sembra raggiunto, tanto che Buccilli, presidente del Chieti, il 5 giugno incontra il sindaco Martinelli: invece la trattativa salta di fronte alle corpose richieste economiche di Alessandro Gaucci.
Passano i giorni e mentre la squadra viene smantellata, si affaccia l’ipotesi che la Samb possa essere ceduta ad Ermanno Pieroni e ai suoi due amici, imprenditori romani, Anellucci e Triulzi. Lunedì 27 luglio arrivano conferme importanti sull’avvenuto passaggio di proprietà: poi tutto sfuma, anche a seguito dell’arresto di Pieroni a seguito del crack finanziario dell’Ancona Calcio.
Samb al palo? Sì e no. Alla porta restano Dante Paterna e Umberto Mastellarini: il primo è di recente entrato nel Pescara Calcio ma dissapori con il presidente Scibilia potrebbero indurlo ad abbandonare il Pescara per la Samb (ma esiste una differenza di oltre mezzo milione di euro tra offerta e domanda).
Più consistente il tentativo operato dall’ex rossoblù Giuliano Fiorini. La notizia percorre San Benedetto tra il 6 e il 7 agosto: si sparge voce di un accordo oramai raggiunto, invece tutto sfuma nel giro di una settimana. Fiorini esprime la sua delusione nel corso di una conferenza stampa: aveva chiesto anche la gestione della Samb per un anno, opportunità negata dalla famiglia Gaucci.
Sembra tutto concluso, e invece si muovono anche alcuni imprenditori locali. Achille Tommolini, imprenditore edile martinsicurese a capo di una cordata locale, invia a Alex Gaucci una proposta di acquisizione: ma non ottiene una risposta, dovendosi accontentare di dichiarazioni rilasciate alla stampa da Alex Gaucci (“I marchigiani hanno il braccino quando si tratta di cacciare soldi”).
Improvvisamente, spunta un misterioso gruppo di imprenditori lombardi (si saprà poi, di Brescia), che, avallati dall’amministrazione comunale, sembrano riscuotere il consenso anche di Alessandro Gaucci. Per il vicesindaco Pasqualino Piunti l’accordo è ormai raggiunto. Quella di oggi dovrebbe essere la giornata decisiva. Sarà così?

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