SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La telenovela della cessione della beneamata Sambenedettese Calcio deve registrare un altro capitolo negativo, e la situazione si fa sempre più complicata. La trattativa portata avanti dall’ex bomber rossoblu Fiorini purtroppo non ha avuto esito positivo ed ora ci si ritrova punto e a capo.
Nella conferenza stampa, convocata da Fiorini, lo stesso ha voluto spiegare come si è evoluta la situazione in questa settimana, fornendo un po’ di chiarezza su quali sono stati i punti salienti della trattativa intavolata con Alessandro Gaucci ed il suo legale. “Avevo intenzione di creare qualcosa che potesse durare nel tempo, ho alle spalle delle persone che sono interessate a fare calcio a San Benedetto ma purtroppo non vi sono le basi per concludere. Spero che nel tempo si possa trovare una soluzione per il bene della Samb?: queste le parole iniziali dell’ex bomber rossoblu che poi ha spiegato come si è arrivati a tal punto.
Riassumendo, la trattativa di acquisto aveva preso piede la settimana scorsa con l’interessamento di Fiorini (molto legato al territorio rivierasco), che aveva alle spalle degli amici in grado di sopportare l’eventuale sforzo economico per l’acquisto e la susseguente gestione del club rossoblu. L’ex rossoblu aveva contattato poi Alessandro Gaucci per capire quali fossero le condizioni di vendita. Condizioni che sembravano essere fattibili per poter concludere la trattativa. Per completare il puzzle, mancava un tassello che era quello relativo all’ingresso nel gruppo di acquisto di un imprenditore locale (che in un primo momento aveva dato la propria disponibilità): tassello che, come spesso accaduto ultimamente, una volta contattato (giovedì) si è dileguato.
In ogni modo, preso atto della rinuncia, Fiorini ha cercato e trovato una soluzione alternativa ed esterna molto importante,per proseguire nella trattativa. Insomma, tutto sembrava volgere per il meglio: i due, nella giornata di venerdì, si dirigono verso Perugia ed una volta lì vengono a conoscenza dell’amara sorpresa relativa al prezzo di acquisto della Samb, precedentemente comunicato dal D.G. Molinari (circa un milione ed ottocento mila euro), ma del quale erano all’oscuro, non essendo stati in riviera il giorno prima.
Se nella prima riunione si era parlato di una cifra, nella seconda (dove l’accoglienza non è stata delle migliori) la cifra era sensibilmente aumentata. “Evidentemente, o non ho capito bene io la prima volta, o Alessandro si è spiegato male – ha proseguito Fiorini – fermo restando che lui è libero di vendere al prezzo che ritiene più opportuno. A tale prezzo, al quale va aggiunto l’accollo dei pagamenti degli stipendi arretrati (circa un milione e trecento euro…quindi in tutto più di tre milioni di euro) difficilmente qualcuno si potrà accollare l’onere di acquistare la Samb, od almeno, noi non lo riteniamo un affare fattibile: spendere più di cinque miliardi di vecchie lire alle condizioni attuali di mercato del calcio è improponibile? (per poi comunque dover ricostruire tutto da capo, ndr).
Un fatto del genere avrebbe scoraggiato chiunque ma non Fiorini che si è giocato l’ultima carta tentando di ottenere la gestione per questa stagione della formazione rossoblu, seguendo questo ragionamento logico: anche per una gestione minima del campionato occorrono dei soldi…tale per cui, accollandosi tutte le spese e dando qualcosina alla famiglia Gaucci si sarebbero presi i cosiddetti “due piccioni con un fava?; da un lato la Samb poteva vivere una stagione tranquilla (la squadra era già pronta e martedì sarebbe partita per il ritiro), dall’altro i Gaucci non avrebbero sborsato un euro, per poi discutere dell’eventuale passaggio di proprietà l’anno successivo. Proposta respinta.
Ed ora? Che i Gaucci vogliano vendere non ci piove: ma a simili condizioni chi potrebbe comprarla? Se per Fiorini è invendibile, allora i tifosi rossoblu dovrebbero cominciare a preoccuparsi; a meno che non spunti fuori qualcun altro molto facoltoso e con grande, grandissima voglia di fare calcio a San Benedetto del Tronto.

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