E’ iniziato ieri il fermo biologico della pesca a strascico, che interessa l’area del mar Adriatico che va da Trieste a Bari e, nelle Marche, i compartimenti di pesca di San Benedetto, Pesaro, Ancona e Civitanova.
Il fermo pesca, che viene attuato dal Dipartimento pesca del ministero delle Politiche agricole e forestali, insieme alle Regioni e alle associazioni di categoria dei pescatori, per un equilibrio biologico delle risorse ittiche, durerà 35 giorni e terminera’ il 5 settembre. Il decreto ministeriale prevede per quest’anno un ulteriore fermo della pesca di 30 giorni lavorativi, che potranno essere realizzati autonomamente dai singoli compartimenti. Il fermo pesca viene effettuato dal 1982. Dal 6 settembre al 10 ottobre coinvolgera’ l’Adriatico del sud e lo Jonio, da Bari a Crotone.
Il provvedimento incontra da sempre la ferma opposizione di ristoratori e commercianti di pesce, che ritengono fortemente penalizzante per le loro attività il blocco della pesca. Le associazioni di categoria quest’anno hanno avanzato al Ministero una richiesta di sostegno economico per rimediare ai danni provocati dal fermo. A scatenare le polemiche è soprattutto il fatto che il blocco dell’attività avviene in un periodo in cui la domanda sul mercato è elevata per via della richiesta turistica.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 466 volte, 1 oggi)