Non è stato capace di dimenticare gli insulti (biasimati da moltissimi) che gli sono stati rivolti il 2 novembre 2003, in occasione di Samb-Benevento: da allora Alessandro Gaucci mostra un’indole nichilista non appena sente il nome Samb.
Sappiamo che questa repulsione ha radici più antiche (confidò a Colantuono che si sarebbe liberato della Samb dopo la minicontestazione seguente a Samb-Crotone 1-1, rigore sbagliato da Corradi al 90°), tuttavia durante questa fase estiva le intenzioni di Alessandro Gaucci sembrano proiettate unicamente verso una soluzione: la scomparsa della Samb Calcio.
Alessandro (è all’estero e tornerà fra due giorni) non ha costruito una minima parvenza di squadra e ha venduto tutti i giocatori che aveva no delle richieste da altre squadre. Si dichiara non responsabile dello stato delle cose perché ha chiaramente mostrato la volontà di cedere la Samb, senza trovare acquirenti. Le leggi dell’economia insegnano che, quando sono in pochi a voler comprare, i prezzi scendono. Non sembra questo il caso della Samb che lo scorso anno, prima ancora del famoso Samb-Benevento, sarebbe stata venduta ad un solo milione di euro. Quindi Alessandro Gaucci vuole il malloppo (2,5 milioni) ma non vuole responsabilità. Deve invece sapere che le responsabilità sono sue integralmente e che se vuole salvare almeno la faccia con i tifosi di San Benedetto (due promozioni non si dimenticano), deve essere capace di un gesto d’amore e di abbassare le richieste economiche al momento troppo elevate.

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