*Sembra stia diventando ormai una querelle estiva quella che vede protagonista il Sindaco di San Benedetto alle prese con l’ennesima sfiducia promossa nei confronti di un suo assessore dai partiti politici della maggioranza. Due anni fa toccò a Luigi Cava incappare nelle ire di quasi tutti i consiglieri di maggioranza che chiesero a gran voce, ottenendola, la decapitazione dell’esponente di AN. Si approfittò della circostanza per porre rimedio ai Lavori Pubblici sostituendo l’assessore, inizialmente prescelto da primo cittadino, con un esponente di maggiore competenza (così mi parve di capire). Lo scorso anno toccò a Gabriella Ceneri finire nel mirino dei consiglieri del proprio partito che ne chiesero, anche in questo caso con esito positivo, l’estromissione dalla Giunta. Fu un episodio che occupò per diversi giorni le pagine locali degli organi d’informazione e che culminò con la revoca delle deleghe da parte del Sindaco. Ad onor del vero ci fu un atteggiamento di velata resistenza da parte di Martinelli, forse per cercare di ammorbidire un provvedimento apparso a tutti ingiustificato o forse anche per apparire meno responsabile di quello che, in realtà, sarebbe stato. Io posso affermare, senza il rischio di essere smentito, che il primo cittadino disse che quello era l’ultimo ricatto che avrebbe subito da parte di questo o quel partito e che non avrebbe tollerato più alcuna ingerenza sull’assetto amministrativo. Gli replicai che se avesse ceduto anche in quella circostanza, sarebbe diventato uno ostaggio in mano ai consiglieri, ai partiti e quant’altri lo avessero minacciato di fargli mancare il numero legale, o la maggioranza in consiglio. Anzi gli anticipai che il prossimo obiettivo sarebbe stato Leo Sestri e lui, seccato, affermò categoricamente che su Sestri non avrebbe mai ceduto, pena la caduta dell’amministrazione. Il tempo, gran galantuomo, mi ha dato ragione e così anche quest’anno ci apprestiamo ad assistere ad un periodo di tumultuosa vita politica sambenedettese. Cambiano i cantanti, ma la musica è sempre la stessa. Non è solo una questione di accomodante cedevolezza, nell’ottica di salvaguardare una posizione di prestigio. E’ un problema di dignità della persona che viene continuamente calpestata in spregio alla maggioranza degli elettori che quella volta ne decretò il successo. E non è un riguardo al signor Martinelli, che evidentemente se ne infischia delle umiliazioni a cui viene sottoposto, ma risulta un vilipendio alla figura del Primo Cittadino che, in quanto rappresentante di tutta la città, meriterebbe maggior rispetto. Sarebbe più giusto è più dignitoso per tutti che la sfiducia gli venisse protocollata direttamente e non somministrata a piccole dosi spiumandolo dei personaggi a lui più vicini. In fin dei conti, degli assessori da lui prescelti non sembra ne rimarrà alcuno. Sarebbe più decoroso che ci venisse risparmiato questo stucchevole tormentone, che si replica puntualmente ogni estate e di cui conosciamo perfettamente l’epilogo.

*Alceo Spinozzi
Alleanza Popolare – Udeur

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