SAN BENEDETTO DEL TRONTO IN ROVINA – ASPETTANDO GODOT

LETTERA APERTA AL CENTROSINISTRA E AL MOVIMENTO DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Una giunticchia e un sindaco balneare. I nodi veri si ripresenteranno a settembre, sotto l’incalzare non sopito della guerriglia ormai cronicizzata all’interno del Casino delle Libertà. Questo è il giudizio quasi unanime dei cittadini sambenedettesi.
Maggiore unità, maggiore partecipazione: questo dovrebbe essere lo slogan pronunciato dal “popolo di Centrosinistra” di San Benedetto Del Tronto alle prossime elezioni per il governo della città. Maggiore unità fra le forze della coalizione, insistendo sul progetto della lista unitaria, allargandola ai partiti alleati (meno che al partito o ai personaggi che a cavalcioni, saltano di qua e di là senza tanti problemi). Maggiore partecipazione (Movimenti, Associazioni, Comitati di Quartieri, Società composita, ma anche di singoli cittadini democratici indipendenti), attraverso il rafforzamento dell’attività sul territorio e il coinvolgimento della base nella selezione del leader. Questo mi sento di scrivere ai principali partiti di Centrosinistra, dopo aver letto attentamente un ampio sondaggio, realizzato da Demos-Eurisko. Certi e potenziali, dello schieramento di Centrosinistra.
Ben tre persone su quattro, tra quante voteranno, oppure “potrebbero” votare, in futuro, per il Centrosinistra, si dicono convinte che, in caso d’elezioni anticipate, la vittoria andrebbe oggi all’attuale opposizione. Tale convinzione, tuttavia, non scaturisce dall’apprezzamento per l’operato delle forze che compongono la coalizione. Anzi: appena la metà degli intervistati si dice molto o abbastanza soddisfatta (50%), mentre l’altra metà si esprime in modo critico. Da dove nasce quest’insoddisfazione? Quali sono le richieste avanzate al Centrosinistra dal proprio elettorato di riferimento? Quali le strategie politiche suggerite da simpatizzanti ed elettori?
Quella dell’unità e della semplificazione dell’offerta politica si propone, innanzitutto, come scelta particolarmente gradita alla “base”. Il 77% degli intervistati si pronuncia in favore del partito unico, l’80% (con punte del 90% tra gli elettori della Margherita e dei Ds) valuta positivamente la recente esperienza del “listone”. Più di tre persone su quattro chiedono, peraltro, di proseguire su questa strada (76% e il 52% vedrebbe con favore l’estensione del progetto unitario ad altre forze dell’alleanza. Tra queste, il partito dei Verdi (il cui ingresso è visto positivamente dal 40%) si propone come principale candidato, ma percentuali elevate si registrano anche per gli altri partiti dell’area di Centrosinistra, inclusa Rifondazione (33%). Più in generale, l’alleanza con Rifondazione è considerata necessaria dalla maggioranza degli intervistati (innanzitutto dai suoi stessi elettori): il 31% vede senza riserve la sinergia tra Rifondazione e le altre formazioni del Centrosinistra, il 40% la considera in ogni modo necessaria ai fini del successo elettorale, sebbene potrebbe generare problemi nei rapporti interni alla coalizione. Allo stesso tempo, la propensione all’estensione (strategica) dell’alleanza si spinge contro i confini (tradizionali) del Centrosinistra.
Le persone intervistate chiedono inoltre, di essere maggiormente coinvolte nella vita dei partiti e della coalizione, di poter partecipare direttamente alle scelte che la riguardano. Innanzitutto, il 73% giudica prioritario potenziare l’organizzazione sul territorio delle formazioni di Centrosinistra, mentre il 21% predilige una strategia di tipo mediatico, che prevede una crescita della presenza sui giornali e nelle televisioni. La maggioranza degli intervistati, allo stesso tempo, spinge per una democratizzazione dei meccanismi di selezione dei leader, attraverso l’introduzione di vere e proprie elezioni: l’8% le vorrebbe aperte ai soli iscritti, mentre il 77% chiede primarie aperte a chiunque intenda prendervi parte.
A tali richieste corrisponde una forte propensione alla partecipazione. Più di otto persone su dieci, tra quelle intervistate, prenderebbero parte alle eventuali primarie.
Credo che se i partiti di Centrosinistra della nostra città, facessero un sondaggio (o lo commissionassero all’Eurispes Marche), i dati sopra esposti sarebbero (ne sono certo) quasi identici e il Centrosinistra non potrebbe non assumersi la responsabilità del futuro governo della città. E deve smetterla di fidare negli errori degli avversari e di sperare in qualche compagno di Ap-Udeur. Sul campo di Waterloo doveva arrivare il generale Grouchy e Napoleone avrebbe vinto. Ma arrivò il generale Blücher e vinse Wellington. Non ripetiamo l’errore. Costituiamo “San Benedetto in movimento” e facciamo un programma serio, concreto per il rilancio della città. Non una filosofia. Un programma, quattro – cinque punti decisivi, compreso il piano regolatore al di sopra di ogni sospetto (problema che tutto il Centrosinistra deve affrontare), per riportare in linea la nave San Benedetto Del Tronto. Facciamo questo e basterà almeno per ora. Ma facciamolo, perdinci. Siamo l’ultima ciambella di questa città, ma se è una ciambella senza buco non servirà a niente.

Tonino Armata

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