E’ sera. E piove a dirotto. Camillo Lastrade, commissario in pensione, da poco trasferitosi in un condominio d una grande città del nord, passeggia per vie che ancora non conosce. In un randagio malridotto riconosce un suo simile. L’uomo e il gatto sono stanchi e disincantati, si annusano, diventeranno amici inseparabili. Un altro gatto vive in quel palazzo: Anubi, un micio nero come la pece, abita con una giovane signora di origine egiziana, una sorta di Nefertiti rediviva.
Un giorno, un brutto giorno, Anubi viene trovato morto nell’androne del condominio. E’ un omicidio, un delitto crudele. Lastrade sente rinascere il desiderio di investigare, il fuoco non si è spento, il fiuto, forse, funziona ancora. Molti sono gli indiziati. Sarà stato il portiere impiccione, che da sempre odia i gatti? O magari il professore dal torbido passato, radiato dall’università per un reato inconfessabile? O addirittura una misteriosa setta che perpetua antichi riti esoterici? Conoscenze etologiche e intuito felino si intrecciano sapientemente in una detective story dal ritmo serrato. Con un sorprendente colpo di scena finale.
Giorgio Celli è docente di entomologia all’Università di Bologna. Accanto al lavoro scientifico coltiva una parallela attività letteraria. Per Piemme ha pubblicato anche: Vita segreta degli animali, Come fu ucciso Umberto Eco e altri piccolissimi omicidi, Gatti & Supergatti, I gatti di Casanova, Cani & Gatti

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