SORA – Finalmente Eziolino Capuano ha firmato il contratto che lo legherà al Sora anche per la prossima stagione. Risolti in extremis i problemi riguardanti la ricapitalizzazione da 2.300.000 euro, la società bianconera sta operando nell’ambito del rafforzamento della rosa in modo da ottenere una salvezza più tranquilla rispetto a quella del campionato scorso.

Ottenuti Morleo, Colombo e Morello in comproprietà e messo sotto contratto l’ambito attaccante nocerino Magliocco (svincolato), è stato ingaggiato anche Tiziano Carnevali, difensore, l’anno passato all’Avellino in B, ma sempre della Nocerina. Adesso si punta ad un paio di centrocampisti e su indicazioni di Capuano si cercherà di pescare tra gli svincolati. Si fanno i nomi di Luciani della Fermana e di Delle Vedove dell’Acireale, mentre si tenta la riconferma di Campo dal Catanzaro anche per questo campionato. Domenica 18 la partenza per il ritiro abbruzzese di Civitella Roveto.

LANCIANO – Uno sguardo al nuovo assetto societario e un altro al calcio mercato. Così il Lanciano si appresta ad affrontare la nuova stagione agonistica.

Il presidente Riccardo Angelucci (fino a che notai e commercialisti non avranno definito il passaggio al gruppo di Chinaglia delle quote di maggioranza, è sempre lui il “capo” della società rossonera), confida che tutto si risolva entro questa settimana in modo che lunedì prossimo i giocatori potranno partire per il ritiro di Gubbio con la situazione societaria completamente definita.

Per il mercato non c’è molto dire, visto che esiste una squadra già competitiva e che il Lanciano, avendo i conti in regola, non avrà problemi per inserire i “tasselli” che mancano in qualsiasi momento. Il rinnovo del contratto a Finettti e Bussi, la conferma degli altri che avevano i biennali, il recupero di Masini e Cini che lo scorso anno, per infortuni, si sono visti poco, l’arrivo di Ticli e Terzigni, parlano di una squadra su cui mister Puccica
può da subito lavorare. Mancano un esterno sinistro e una punta di spessore da affiancare a Nassi.

Ma dovessero partire Mezavilla e Ferreira, il discorso
sarebbe diverso. Ieri da Viterbo è rimbalzata la notizia di un interessamento del Lanciano per Marco Pollini, difensore, classe ’81, e per Alessandro Frau, attaccante, classe ’77, “vecchio pallino” del tecnico Puccica. Ma,
allo stato attuale delle cose, è chiaro che si tratta di “voci” che lasciano il tempo che trovano e che interessano fino a un certo punto. Gli occhi di tutti, infatti, sono puntati sul fase finale dell’operazione Angelucci-Chinaglia.

PESCARA – Il patron dell’Euro Cellulari Dante Paterna acquista il 20% delle azioni del club biancoazzurro. E’ la prima mossa del reimpasto societario per Pescara calcio. Nel club, continuerà a restare la figura del presidentissimo Scibilia. Si comincia a parlare anche del lato tecnico: il tecnico dovrebbe essere ancora Cetteo Di Mascio.

CHIETI – Confermato il ritiro di Borrello che scatterà il prossimo 24 luglio, il Chieti ingaggia il portiere Marco Ciaramellano. La scorsa stagione secondo nel Brindisi, Ciaramellano aveva lasciato il Chieti la scorsa estate, e dopo un periodo di prova con il Castel di Sangro si è accasato in Puglia alle dipendenze di Cei e Marchetti.

TERAMO – Mentre l’attaccante Matteini ha firmato con il Padova, il Teramo pensa a completare la rosa da consegnare a Luciano Zecchini in vista del ritiro. E’ vicina la firma dell’attaccante del Crotone Beretta, mentre si cerca con forza di ingaggiare un valido centrocampista. La società ha reso noto il calendario delle amichevoli: prima uscita il 25 luglio a Cascia contro una selezione locale, il 29 sempre a Cascia contro il Giugliano, il 1 agosto puntatina in casa contro un avversario ancora da stabilire, il 5 agosto di nuovo a Cascia contro il Civita Castellana e infine l’8 agosto amichevole di lusso ad Ascoli.

ACIREALE – Guai in vista per l’Acireale. E’ infatti saltata la trattativa che avrebbe dovuto portare al passaggio di consegne fra il gruppo Finaria facente riferimento a Pulvirenti e la cordata siciliana interessata a rilevare il club. Alla base della rottura ci sarebbero state divergenze sulle modalità di pagamento. Pulvirenti ha minacciato di mettere in liquidazione il club se non verrà trovata una soluzione, nel frattempo continua la fuga dei calciatori. Se qualcuno non interverrà per tempo, per l’Acireale si preannuncia un futuro ricco di nubi.

FOGGIA – Brusca frenata per ciò che riguarda il calciomercato rossonero. Patron Coccimiglio intervistato da Tonio Sepa ha confermato l’arrivo del difensore Galeotti dal Montevarchi, mentre per i due stranieri Kanjengele e Nygaard, la società non risulta interessata ai due attaccanti. A quanto pare i due calciatori non rientrano nei piani del Foggia. Domani sarà il giorno della firma di Johnatan Cusini centrocampista sempre del Montevarchi e intanto Coccimiglio conferma l’interesse per un centrocampista francese che nell’ultima stagione ha giocato nella serie A transalpina. Il patron rossonero ha comunque garantito che entro il 16 luglio il 90% della rosa sarà al completo.

La notizia della giornata è in ogni caso quella del riuscito perfezionamento dell’iscrizione al campionato di C1 dell’US Foggia. Sono stati versati 83.000 euro, che erano rimasti scoperti a causa di una vecchia fidejussione contratta dai dirigenti del Foggia Calcio. Il Presidente della Lega C, dott. Macalli ha dato parere favorevole alla documentazione inviata dal patron rossonero.

MARTINA – «È tempo di chiarezza», urlano preoccupati i tifosi all’uscita del sindaco Leonardo Conserva dal consiglio comunale. «Qui c’è qualcuno che vuol far morire il calcio piano piano – sottolinea il capo ultras, Michelangelo Barratta- e siamo stanchi di questo continuo palleggiamento tra società e Comune».

Il sindaco ascolta la protesta di un centinaio di tifosi, presentatisi ieri sera dinanzi a Palazzo Ducale, per ribadire il proprio desiderio di non voler assistere alla morte del Martina. «Tutte le altre squadre sono già pronte per il ritiro – osserva Martino Serio, presidente dell’associazione “Martina nel Cuore” – e qui non c’è neppure un allenatore e un direttore sportivo, né sappiamo se c’è ancora una società». Eppure le speranze dei tifosi del Martina sembrano tradite. «Abbiamo amato per cinque anni questa dirigenza – dice un irriducibile- abbiamo condiviso gioie e dolori di tutto il gruppo capeggiato da Gianfranco Chiarelli. Ma adesso non ce la sentiamo di sostenere chi ha deciso di dire basta improvvisamente, senza un motivo chiaro».

E nella discussione, che diventa difficile registrare, c’è anche chi chiede: «Cosa c’è dietro questa crisi del Martina? C’è una spaccatura insanabile tra i dirigenti, visto che una parte ha voluto tentare di fare una nuova cordata e si è tirata indietro quando il presidente Chiarelli ha stoppato le trattative chiedendo al sindaco i nomi degli acquirenti?» I tifosi sono confusi e non vogliono assistere ad una graduale scomparsa della squadra. «Anche noi abbiamo investito su questi dirigenti – aggiunge Barratta- seguendo la squadra con grande passione, anche nei campi più difficili. E abbiamo apprezzato anche il Comune che ha migliorato l’impianto del Tursi per consentirci di essere domenicalmente allo stadio in condizioni di sicurezza».

Il sindaco Conserva cerca di spiegare in qualche modo tutti i passaggi della lunga crisi del Martina, che paradossalmente è tra le società che hanno un bilancio in ordine e che si ritrova sostenuto da un gruppo di imprenditori solidissimi. Ma ai tifosi non basta più l’analisi di una crisi vissuta giorno dopo giorno. «Vogliamo rivedere il Martina in campo», gridano i più. È questo il vero problema, a un mese esatto dalla Coppa Italia. «Entro sabato convocherò intorno ad un tavolo tutti i dirigenti del Martina – propone il sindaco- e lunedì ci rivediamo, sperando di poter chiudere definitivamente la crisi». Non spiega altro. «Sabato a mezzogiorno, saremo tutti qui – conclude Michelangelo Barratta- e stavolta non saremo soltanto una rappresentanza, ma coinvolgeremo tutti gli sportivi martinesi».

In società intanto tutto è fermo. Dal mercato arriva la notizia che Francesco Campolattano si è accordato con il Benevento. Ma il centrocampista aspetta ancora una chiamata dal Martina.

BARI – Primo giorno di «scuola» per Guido Carboni e Fausto Pari, il nuovo che avanza. Ma il primattore è sempre lui, Vincenzo Matarrese. Metabolizzata l’atroce delusione, il patron biancorosso è tornato in sella con l’entusiasmo di sempre. Sorridente, disteso, rilassato. Anche pungente, però. Con chi lo ha tradito, con quelli che hanno dimostrato di non meritare la fiducia sua e dei baresi.

Il presidente fa gli onori di casa, secondo tradizione. Spiega la scelta, le nuove coordinate, la voglia di voltare pagina. «Pari e Carboni hanno l’età dei miei figli – dice – sono professionisti seri, gente che ha stimoli e voglia di soffrire. Io, però, credo che un pizzico di esperienza serva. Sarò vicino a questi due ragazzi, sia psicologicamente che materialmente».

Sul tavolo presidenziale spicca anche la presenza di Salvatore Matarrese, figlio di Vincenzo, amministratore delegato dell’As Bari. Di lui si continua a parlare come possibile successore del papà, evidentemente non nell’immediato. Esperienza e capacità imprenditoriali ne fanno il naturale candidato alla successione del papà sul ponte di comando. «Mio figlio rappresenta il futuro – fa sapere don Vincenzo – anche perché io sono stanco e non posso certo durare a vita. Anzi, dico di più: se dovessimo restare in C mi farei senz’altro da parte. Sarebbe più onesto passare la mano ai giovani».

Ed eccolo il riferimento all’ormai probabile ripescaggio: «La crisi del Napoli fa male anche a me. Chi mi conosce sa quanto ho a cuore le sorti del calcio meridionale. Esistono delle regole, però. E vanno rispettate. Ecco perché credo che il Bari sia a un passo dal ripescaggio. Aspettiamo conferme in merito, ma mi risulta che i termini per presentare la documentazione siano scaduti. La serie B sarebbe una bella cosa per noi. Ma non si tratterebbe di qualcosa di immeritato. Anche io, a gennaio, avrei potuto comprare cinque calciatori. Non l’ho fatto per rispettare le regole. Senza contare che la mia famiglia ha sborsato tanti soldi per la ricapitalizzazione. I Matarrese non vogliono che a Bari il calcio sparisca. Ecco perché noi meritiamo la serie B. Al pari dei tifosi. Bari non è una città da retrocessione. Le istituzioni? Sono in mano a gente che sa il fatto suo. Sono tranquillo, da questo punto di vista».

Don Vincenzo disserta in libertà. Parla con i giornalisti, si rivolge a Pari e Carboni, lancia messaggi distensivi ad una tifoseria che si conferma di serie A. Poi scatta, si inalbera, fa la faccia da duro. Qualcuno lo riporta con la mente indietro. Il presidente affonda il takle: «Non ho dimenticato cosa mi hanno fatto passare certi calciatori. Mentre il Bari retrocedeva io ero al matrimonio di mio figlio Michele. Uno di quei giorni che dovrebbero essere unici, speciali, intensi. Me l’hanno rovinato. Ma a questi calciatori dico che me le pagheranno. Il cinquanta per cento di quel gruppo deve andare via. E, se non dovessimo riuscire a venderli, ho in mente qualcosa per fargliela pagare. Di certo non consentirò che facciano ancora danni al gruppo che metteremo a disposizione di Carboni».

notizie tratte dai siti tuttalac.it e foggiacalciomania.com

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