NAPOLI – Si fa sempre più chiara la situazione relativa al caos iscrizioni in serie C. Fino a lunedì prossimo (prima che la Covisoc comunichi chi non ha i conti a posto), le società in pericolo saranno solo dodici. Di queste, hanno margini per salvarsi solo in due: Foggia e Avellino.

La società irpina è in una botte di ferro: la famiglia Pugliese, nuova proprietaria del club, ha già inviato in Lega assegni a garanzia delle cinque liberatorie mancanti. Non corre rischio neanche il Foggia: analogo problema complicato dalla nascita di una nuova società, ma Coccimiglio non si fermerà davanti ad un piccolo ostacolo dopo averne superati molti che sembravano insormontabili.

Gravi invece le altre situazioni. Ufficialmente fuori sono L’Aquila e Isernia, che non hanno neanche presentato la tassa minima per l’iscrizione. Brindisi, Palmese, Paternò e Varese non hanno invece inviato né fideiussione né liberatorie: fuori. E siamo a sei. Ne restano altre quattro. Il Meda è spacciato e chi ha presentato una fideiussione palesemente falsa (pare sia stata scannerizzata) rischia anche penalmente.
La società brianzola era iscritta “sub judice” insieme alla Vis Pesaro, che ha in seguito trovato parere favorevole per l’iscrizione.

Rimangono i casi Viterbese, Como e Taranto che non fanno sorridere. La Lega si è pronunciata negativamente sui primi due casi. I laziali non hanno presentato il documento in tempo utile.

Il Como invece non ha le liberatorie di cinque calciatori, ma soprattutto presenta una grave situazione lacunosa ed è moroso verso più di un creditore. Alle due squadre serve più di un miracolo, anche se sia Greco che D’Alma, i nuovi padroni delle due società passate di mano a fine giugno, ostentano un ingiustificato ottimismo.

Infine, il Taranto. Mancano dieci liberatorie, qualche garanzia in cambio ci sarebbe. Ma la fideiussione? Manca. Al suo posto, assegni circolari. Un ricorso per il precedente dell’Aglianese sarebbe inutile per una società che non presenta i conti in regola.

da tuttalac.it

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