Anche la Gea World rischia di venire coinvolta nel caos scommesse. Secondo quanto dichiarato agli inquirenti dall`amministratore delegato del Venezia Dal Cin, gli arbitri Gabriele e Palanca sarebbero stati pilotati da una “combriccola romana” legata in qualche modo alla società della famiglia Moggi. Con la stampa Dal Cin corregge il tiro: “Ho riferito solo voci”. Ma la Gea contrattacca preannunciando azioni legali per difendersi dai danni di immagine.

Come un fulmine a ciel sereno l`inchiesta sulle partite truccate si abbatte anche sulla Gea, la società che fa capo alla famiglia Moggi. Tutto nasce dalle dichiarazioni che Francesco Dal Cin, l`ad del Venezia, ha rilasciato agli inquirenti in un interrogatorio risalente al 5 giugno. Di essa, secondo Dal Cin, farebbe parte Gabriele e un altro arbitro, non coinvolto nell`inchiesta, a loro volta ritenuti legati alla Gea, la società riconducibile alla famiglia Moggi. Sempre Dal Cin aggiungeva che il direttore sportivo del Messina, Mariano Fabiani, sarebbe stato consigliato al presidente della società siciliana da Luciano Moggi.

Dal Cin alla stampa ha poi corretto il tiro: “Io non ho detto certe cose che ora mi si attribuiscono – ha dichiarato – denunciando coinvolgimenti degli arbitri nella manomissione dei risultati delle partite: se si leggono le mie dichiarazioni, quella riguardante Palanca è solo una frase, che va letta nel contesto di un discorso ben più ampio. Io ho premesso ad ogni frase il fatto che quello riferito era solo un `si dice` che circolava nel mondo del calcio: ho raccontato una storia che mi era giunta alle orecchie, nulla di più. Anche parole riferite ad una presunta `congrega romana` degli arbitri non sono mai state pronunciate da me con riferimento a fatti, ma solo riportando voci sentite nei corridoi”.

La reazione della Gea non si è fatta attendere. In un comunicato diramato nella serata di lunedì si legge che la società ha dato mandato ai propri legali di tutelare “con ogni strumento l`immagine dell`azienda e dei suoi azionisti in relazione alle notizie apparse oggi sugli organi d`informazione” in merito agli sviluppi dell`inchiesta sul calcio scommesse. “Ciò – si dice – anche alla luce delle dichiarazioni dell`amministratore unico del Venezia Calcio, Franco Dal Cin, che ha precisato di aver riportato `voci sentite nei corridoi”.

Dal Cin ricorda Messina-Venezia: “In quella partita avevo avuto certi segnali confermati da comportamenti verificatisi in gara. Diciamo che l`arbitro Palanca non fece una grande partita, ora ho qualche certezza in più. Comunque il gruppo arbitri è da sempre la forza del nostro calcio, ma se qualche volta sbaglia, deve pagare. Io credo nell`onestà del calcio, ma so anche che in ogni famiglia ci sono le pecore nere. E, se verrà provato che qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi per il bene del sistema”.

fonte: datasport.it

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