Il presidente dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) Tullio Lanese ha provveduto a sospendere in via cautelare da ogni attivita’ i due arbitri della CAN Gabriele e Palanca che hanno ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse della magistratura napoletana che ha oggi emesso 14 nuovi avvisi di garanzia: oltre ai due arbitri Gabriele e Palanca, ci sono il presidente e il direttore sportivo del Modena, Romano Amadei e Doriano Tosi, il ds del Cagliari Nicola Salerno ed il manager del Catanzaro Pasquale Lo Giudice. Gli altri otto indagati sono calciatori, ovvero Alberto Nocerino del Benevento, Maurizio Caccavale del Pescara, Giuseppe Alessi del La Spezia, Gianluca Luppi del Ravenna, Salvatore Aronica del Messina, Luca Gentili e Ivano Pastore del Catanzaro e Luis Landini del Sassuolo.

“Abbiamo la massima fiducia nel lavoro della magistratura e dell’Ufficio Indagini della Figc – afferma Lanese in una nota – e ci auguriamo che i tempi dell’ inchiesta siano molto rapidi. In questi casi lo stop preventivo degli associati e’ previsto dalle nostre norme, ma voglio ricordare che gli avvisi di garanzia non sono delle sentenze. Solo prove certe possono dimostrare eventuali responsabilita’ degli indagati e percio’ restiamo in attesa delle conclusioni”.

Nel decreto di perquisizione odierno dalla procura di Napoli e’ riportato un dialogo tra due degli indagati a proposito degli arbitri coinvolti nell’inchiesta. Alle ore 21.05 del 30 aprile scorso, Ambrosino e Saracino, si sentono al telefono e ”ancora una volta affermano che il Messina godra’ dei favori dell’arbitro (‘tengono l’uomo nero a favore come la volta passata’, con chiaro riferimento all’arbitraggio di favore assicurato da Palanca per la partita Messina-Venezia). A

lla richiesta di spiegazioni di Ambrosino, Saracino risponde che l’arbitro e’ ‘quello la’ quando tu hai fatto la finale… a Castellammare’, ‘il ciociaro’: i riferimenti di Saracino sono stati utili ai fini dell’identificazione dell’arbitro, in quanto ci si riferisce ad una ‘finale’ giocata da Ambrosino ‘a Castellammare ed al luogo di origine dell’arbitro’.

L’inchiesta inoltre potrebbe prendere anche nuove direzioni a seguito delle dichiarazioni dell’amministratore delegato del Venezia Calcio, Francesco Dal Cin. ”In data 5 giugno 2004, la polizia giudiziaria ascoltava Dal Cin, quale persona informata dei fatti, (che era gia’ stato sentito dall’ufficio di indagine della Figc). Egli ribadiva quanto aveva gia’ riferito agli organi federali sulla ‘opinione condivisa dalla maggior parte dei miei colleghi che la societa’ calcio del Messina sia stata in diverse occasioni agevolata allorquando gli incontri da questa disputati erano diretti da un gruppo di arbitri facenti parte della cosiddetta ‘combriccola romana’, di cui -secondo le dichiarazioni di Dal Cin- farebbero parte pure gli arbitri Gabriele e De Santis, a loro volta legati alla societa’ G.E.A. riconducibile alla famiglia Moggi”

tratto da notizie ansa

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