FROSINONE- Le molte trattative intavolate non hanno ancora trovato l’ufficializzazione. Nelle ultime ore del mercato, però, non dovrebbero essere poche le novità in fatto di campagna acquisti. Il portiere della Nocerina Massimo Zappino, di origini brasiliane, sarà il nuovo dodicesimo della squadra ciociara. Il suo ingaggio è stato definito nel giro di poche ore. Il centrale Russo e l’esterno De Giorgio, entrambi di proprietà del Messina, sono i giocatori più vicini al Frosinone. I colpi a sorpresa, però, potrebbero provenire direttamente dal Chieti, ex squadra di Dino Pagliari. Enzo Nucifora, ds del club teatino, dovrebbe avere proprio in queste ultime ore della prima sessione di mercato un incontro col suo omologo giallazzurro per chiudere le trattative relative ad Arnaldo Bonfanti, centrale di difesa e Ivan Raijcic, esterno di sinistra di centrocampo. Non è escluso, però, che l’ufficializzazione della trattativa possa giungere dopo alcune cessioni in preventivo nel club ciociaro. Manca e Piccioni sono richiesti dal Manfredonia, Martinelli potrebbe far spazio proprio a Bonfanti in difesa, mentre per Marra e De Cesare esiste l’intenzione di farli partire, ma difficilmente si troveranno società (specie per il secondo) in grado di accollarsi ingaggi elevati e pluriennali.

VITERBO – Non manca una certa confusione, tra voci che si rincorrono e, spesso, si contraddicono. Si attende chiarezza, e quindi una presa di posizione ufficiale della società attraverso una conferenza stampa o un comunicato che chiarisca davvero lo stato delle cose e la dinamica per cui la Viterbese è finita tra color che son sospese, dopo aver detto a gran voce di avere il biascio giusto per essere ripesta in serie B.
L’amministratore delegato Flenghi ha più volte confermato telefonicamente che “tutto si sta mettendo a posto e che si è trattato solo un contrattempo”, ma anche il presidente Capucci ha altrettante volte manifestato la propria preoccupazione, dopo l’euforia iniziale, per non riuscire a stabilire un contato importante con la nuova proprietà in queste giornate infuocate.

Chiaramente in agitazione anche i giocatori, i quali hanno telefonato ai dirigenti, primo fra tutti un preoccupato capitan Martinetti, rassicurato, poi, della cosa, insieme al veterano Bianconi.
“Mi hanno detto in società – ha affermato Stefano Bianconi, in vacanza con la famiglia in Versilia, a due passi dalla sua abitazione – che è tutto a posto e questo mi rende molto più tranquillo, anche perché ci siamo dati appuntamento per i prossimi giorni per discutere la mia posizione ed il mio eventuale rinnovo del contratto.”

VIS PESARO. La società è stata iscritta al campionato “sub judice” perché il Consiglio di Lega è perplesso sulla fideiussione presentata dal presidente Bruscoli: sarebbe stata fatta da una banca di San Marino sulla quale si sta indagando per accertare l’autenticità del documento. In più mancano ancora cinque liberatorie. E nelle ultime ore è circolata una voce che fa tremare i pesaresi: per la società ci sarebbe l’interessamento di Antonino Pane, reduce dal disastro dell’Isernia.

LANCIANO – Il Lanciano finisce nelle mani di Chinaglia, della Champions’ World che si occupa dell’organizzazione di grandi eventi sportivi in tutto il mondo.
Ma la famiglia Angelucci resta in società. Il celebre “Long Jhon”, che in questi giorni è a New York, saràrappresentato dal Gruppo De Angelis, costituito da costruttori romani e non, nella fattispecie da Alessandro De Angelis.
Chinaglia assumerà la carica di presidente-immagine del sodalizio rossonero;la signora Ida, moglie del compianto Ezio Angelucci, quella onoraria; Riccardo diventa vice presidente esecutivo. E poi. Giuliano Pesce, ex segretario
delle giovanili della Ternana, occuperà il ruolo di direttore generale;
Emilio Corona, che a Viterbo ha maturato una buona esperienza, sarà tra i principali responsabili di un settore giovanile su cui si punterà molto e che avrà subito una squadra Primavera.
Da registrare intanto il primo colpo di mercato del Lanciano di Chinaglia: è Giuseppe Ticli, centrocampista proveniente dal Monza.

AVELLINO – L’Avellino ha annunciato il nome del nuovo allenatore: si tratta di Antonello Cuccureddu, una promozione in B con il Crotone. La società irpina tratta lo juventino Benjamin (giovane colored dalla prolificità record) oltre che Marasco e Pasino come rinforzi di qualità. Difficile il ritorno di Molino, che il Benevento non vuole cedere ad una rivale.

VITTORIA – Anima il mercato il Vittoria. L’attaccante Giovanni Pisano è finito al Siracusa, mentre ha firmato il terzino sinistro Chiecchi, in prestito con diritto di riscatto dal Chievo. Arrivano anche gli attaccante Scicchitano dalla primavera juventina e Galardo dal Crotone oltre che l’esperto difensore Citterio, sempre dal Crotone. e il centrocampista Koné dall’Inter.

SORA – Acquistato l’attaccante Morello dal Castel di Sangro, ceduto invece l’avanti Di Domenico al Teramo.

TERAMO – Oltre a Di Domenico dal Sora i “diavoli” d’Abruzzo fanno registrare un altro colpo di mercato, ovvero il centrocampista Catinali dal Taranto.

FOGGIA – Mariniello al Catania. In cambio, in maglia rossonera, il ventisettenne Kanjengele, nazionale del Congo. È la prima operazione di mercato compiuta dal Foggia di Coccimiglio. Il centrocampista, rientrato dal prestito al Lecce, giocherà in B con i siciliani. Per Giannini un attaccante che nello scorso campionato ha giocato con la Sambenedettese in C1. Ma oltre al giocatore africano, la società dauna potrebbe incassare un conguaglio in euro.

Ma tutto il calciomercato rossonero ruota intorno all’«affare» Del Core. In assenza di offerte importanti la società vorrebbe tenerlo, ma l’Arezzo ha ripreso a fare un pressing asfissiante per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante barese. A quanto? Questo il punto. Coccimiglio spara alto: certo del valore del calciatore, chiede fino a 600mila euro. I toscani invece vogliono ridimensionare l’affare, magari puntando anche su qualche contropartita tecnica, tenuto conto che ai rossoneri servono come il pane uomini di centrocampo. Nelle prossime ore potrebbe esserci la svolta, con Del Core destinato quasi sicuramente a vestire un’altra maglia nella prossima stagione. Si parla molto anche del Venezia, coi lagunari sulla pista che porta al bomber ormai da diversi giorni: valutazione 500mila euro, giusto quanto offrì il Rimini nello scorso calciomercato di gennaio.

Evidentemente legato alla questione Del Core l’arrivo di qualche giorcatore. Si parla molto dell’attaccante Christian Araboni dell’Albinoleffe (classe ’79), che però è molto seguito anche da altre squadre sempre di C1. Oggi potrebbe essere la giornata dell’annuncio ufficiale, ma per adesso nessun nome nella casello acquisti. Da segnalare che Vincenzo Silvestri, la scorsa stagione al Foggia, è stato ceduto dal Messina all’Avellino.

«Non è che veniamo qui a comprare nomi e basta – ribatte il direttore sportivo, Francesco Caruso – perché vogliamo presentare a mister Giannini la migliore delle formazioni possibili. Adesso stiamo valutando il parco calciatori a nostra disposizione e se possibile intraprendere un nuovo cammino con quelli che già c’erano… Poi vedremo i nuovi, e ovviamente bisognerà preparare un organico dei migliori almeno per centrare la permanenza in categoria».

BARI – Questa volta non c’è stato molto da attendere. Il Bari e Guido Carboni hanno trovato in fretta il punto di incontro, rimandando però l’ufficialità dell’annuncio ai primi giorni della prossima settimana. Lunedì o al massimo martedì firma e presentazione ufficiale dell’allenatore chiamato a ridare entusiasmo alla gente barese e solidità al progetto di rilancio del club di Strada Torrebella. Assieme a Carboni sarà presentato Fausto Pari, il nuovo direttore sportivo, alla prima esperienza, l’uomo che ha investito su Carboni contattando il tecnico nei giorni confusi della lunga vicenda Papadopulo.

La trattativa può considerarsi chiusa dopo il lungo colloquio avvenuto ieri a Milano fra lo stesso Carboni e Pari, con il presidente Matarrese che ha dato il «placet» via telefono. Mancherebbero all’appello alcuni dettagli, ma nulla che possa far pensare ad una retromarcia, da una parte o dall’altra.
Con Carboni dovrebbe sbarcare in Puglia anche il preparatore atletico Marco Falasca: fra i due c’è un legame ormai saldo e collaudato da anni di lavoro in collaborazione. Falasca rileverebbe nei compiti Stefano Boggia, che potrebbe acquisire i gradi di «secondo».
Quarantuno anni, sposato, due figli maschi che giocano al calcio (uno nelle giovanili dell’Arezzo, l’altro fra i dilettanti) ed una bimba di otto anni, fratello di Amedeo difensore del Valencia («mi ha parlato di una piazza importante»), Carboni siglerà lunedì un accordo annuale («perché prima di chiedere, si deve dimostrare»).

«Sono onorato e molto contento di venire a Bari – ha detto il mister toscano – anche se aspetto l’ufficialità. Parlando con il direttore ho capito che in entrambe le parti c’è voglia di costruire qualcosa di importante. C’è da ricostruire l’ambiente e ricompattare la tifoseria. Per me Bari rappresenta una tappa molto importante, un punto di partenza: ci tengo a fare bene, anche se capisco che di questi tempi le chiacchiere vanno via con il vento. Quando si accetta un incarico è giusto mostrare entusiasmo, ma anche avere la consapevolezza che ci sarà da lavorare».
Idee chiarissime sul da farsi: «Credo che il primo traguardo, fondamentale, sarà quello di riportare gente allo stadio, recuperare un pizzico di entusiasmo, la Bari calcistica ultimamente ha subito troppe delusioni. Un compito non facile, ma sono fiducioso. Anche il presidente è voglioso di ricominciare. Adesso aspettiamo notizie buone, bisogna capire che tipo di campionato dovremo fare. Se Bari avrà quest’occasione di ripescaggio, ci sarà da tenersi stretta innanzitutto la categoria, che è la cosa principale; e poi cercare di regalare soddisfazioni, magari anche attraverso il bel gioco. Ci sarà da rilanciare qualche giovane, da individuare giocatori importanti… A seconda del campionato, cambiano gli obiettivi».

Conosce perfettamente le ultime disavventure biancorosse e non vuol correre rischi per il futuro: «Intendo parlare con i giocatori che ci sono. Ma io parto da un presupposto: per rimanere a Bari bisognerà avere la giusta rabbia, gente scontenta è meglio che vada via. Credo che le idee del presidente non siamo mutate di molto rispetto al dopo retrocessione. Nel corso della prossima settimana valuteremo i movimenti di mercato. La società tratterrà solo chi ha voglia di riconquistare la fiducia persa. Conosco tutti i giocatori, voglio valutarli sotto il profilo umano, tastare la loro voglia. Magari bisognerà rivalutare qualcuno, valorizzare altri… Se poi cederemo qualche pezzo importante, è perché a richieste superiori sarebbe anche un controsenso trattenerli. Credo molto, al di là dell’organizzazione, dei numeri, dei moduli, nelle motivazioni, nella volontà di riscattare un’annata infelice. In questi anni di C ho variato molto il mio modulo, adattandomi alle rose a disposizione. Ma fondamentale è la voglia di andare a prendere l’avversario, con coraggio: quando si fa a cazzotti, è meglio dare sempre il primo. Chi tira prima, tira due volte, poi vediamo cosa succede. Un modo di dire, ma rispecchia il mio carattere. Sono sempre partito con i fari spenti, facendo i conti alla fine. Bisogna riscattare un’annata brutta, serviranno sacrificio e lavoro per recuperare il giusto entusiasmo. Ci vorrà un pizzico di pazienza. Ma sono fiducioso, ho accettato l’avventura con entusiasmo e grande fiducia, a Bari si può fare bene”.

MARTINA – Ore decisive per il Martina. Cassano tentenna ancora. Non basta l’invito dei tifosi e degli stessi componenti della società. Il trasferimento di tutte le quote alla General Trade a uno dei componenti della famiglia Cassano è ancora da definire. Lino e Giovanni Cassano, che detengono un quarto della società di via D’Annunzio, devono ancora superare le ferite per il mancato ripescaggio. E il presidente Chiarelli è tornato a bussare nuovamente alla porta del sindaco Leonardo Conserva, affinché rinnovi l’invito ad altre imprese di farsi carico della società.

L’andirivieni da via D’Annunzio a Palazzo Ducale continua ad essere il tormentone dell’estate martinese, che è la più difficile delle ultime sei stagioni. È dai tempi di Giustino Caroli che non si registravano tante incertezze. Ma allora la squadra era in serie D, ora è giunta nell’élite della serie C e può vantare una delle società modello dell’intero girone, nonostante il rapporto investimenti sia ancora al vaglio della Covisoc, che in pratica dovrà dare il via alla campagna acquisti.
Le prossime quarantottore, tuttavia, potrebbero essere quelle decisive per definire ogni cosa. Il progetto quinquennale auspicato dal presidente Chiarelli a conclusione del secondo ciclo di tre anni che aveva visto protagoniste al suo fianco la stessa General Trade e le aziende leader del settore tessile, richiede una diversa visione del calcio martinese.

Bisogna puntare sui risultati per fare immagine e ottenere sponsor e pubblico oppure puntare sui giovani e sperare di trovare risorse finanziarie su un mercato che sembra in difficoltà? Sono questi i nodi da sciogliere, di fronte ad un pio desiderio di disimpegno da parte di Chiarelli & C., ma anche all’incapacità di costituire un’altra cordata che sappia garantire un futuro al Martina. Tutto è fermo, come un cappa di afa estiva, che non riesce a muovere le idee e le risorse per fare un nuovo campionato. I tifosi aspettano con fiducia Giovanni e Lino Cassano per continuare a rinnovare la propria passione sugli spalti del «Tursi». E fanno appello al senso di responsabilità di tutti, perché il Martina continui ad essere una realtà significativa in Puglia e in C1.

notizie tratte dai siti tuttalac.it e foggiacalciomania.com

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