Ciao Pier Paolo,
sono Francesco Felicetti e ormai, per motivi di lavoro, passo 300 giorni
su 365 a Roma quindi non riesco più ad essere presente attivamente sul
territorio di San Benedetto.
Devo confessarti però che il mio attaccamento alla nostra cittadina è
sempre lo stesso e quindi anche se ci sono 250 km di distanza cerco di
non allontanarmi mai dalla nostra riviera sbirciando i giornali on-line
come Sambenedettoggi, vari portali e rimanendo in contatto con i miei
amici attivi sul territorio.
Tu ben sai il mio orientamento politico e sai che non sono solito ad
uscite o riflessioni personali verso il mondo giornalistico perchè credo
sia più giusto che il partito di cui faccio parte sia portavoce, tramite
coloro che tutti i giorni cercano di non allontanarsi dai problemi dei
cittadini, di quello che penso e credo.

La presente non è dettata dal mio ardore politico o dal senso di colpa
della mia lontananza o dal mio interessamento alla Samb ma bensì tutto
è nata dopo che ho letto il tuo ultimo articolo “sfogo? che hai pubblicato
sul giornale (si fa riferimento all’articolo pubblicato su Samb Today
lo scorso 20 giugno
).

Ho trovato molte puntualizzazioni e spunti di riflessioni interessanti e
credo che hai fatto una giusta interpolazione di problematiche politiche e
sportive. Tu ben sai, stando a contatto ormai tutti i giorni con questi due
mondi, che superficialmente non vi è connessione tra sport e politica ma
invece chi fa politica spesso usa lo sport e soprattutto il mondo calcistico
per scopi politici.
Molto importante è stato il tuo interessamento nell’articolo “sportivo? a
chi è lontano dalle vicende della Sambenedettese calcio ed invece è
interessato al futuro del proprio territorio dove trascorre la propria
quotidianità.
Vorrei ora dirti il mio pensiero cercando di fare una connessione tra i due
problemi come hai fatto tu sperando di essere almeno in parte
diplomatico (anche se odio questa parola) e chiaro.

Io penso che il futuro di San Benedetto sia molto legato al Nuovo Piano
Regolatore e non solo perché i miei studi mi portano molto vicino a
queste problematiche ma bensì perché credo in questo strumento di
pianificazione del territorio. Penso che sia uno dei pochi mezzi rimasti
per fermare i soliti che usano il territorio della comunità per speculare e
dettare la dura legge edificatrice selvaggia.

Questo strumento se ben utilizzato deve servire, durante la fase
progettuale seguita dall’Ing. Bellagamba e il suo staff , alla popolazione
come mezzo di confronto sulle linee da perseguire per dare una giusta
riqualificazione del territorio non solo per un discorso estetico ma bensì
per migliorare il rapporto popolazione-territorio e popolazione-qualità
di vita.

Sicuramente la zona Brancadoro è una delle aree più calde del nuovo PRG
e come tu ben saprai una cordata di Imprenditori edili della zona si sono
coalizzati per acquistare gran parte di questa area nonostante ancora
non si sia fatta chiarezza sulla destinazione che il PRG ne prevede. Come
tu hai detto nell’articolo gli imprenditori non fanno investimenti senza
essere sicuri di un loro tornaconto economico quindi lasciami fare una
previsione sul futuro della Sambenedettese Calcio e dello Stadio-zona
Brancadoro.

Prima fase:
Coloro che hanno veramente interesse a speculare su tutta la situazione
non si pronunciano pubblicamente e cercano di lavorare sottobanco,
parlo del Presidente Gaucci – Imprenditori locali – Giunta Comunale.

Seconda fase:
Il Presidente Gaucci non riesce ad ottenere garanzie, su investimenti da
fare a San Benedetto, dall’ attuale Giunta Comunale e perché non
farebbero gli interessi di coloro che hanno fatto di tutto per farli
governare e in questa situazione secondo me l’attuale Presidente della
Sambenedettese molla tutto scaricando la colpa su chi ha messo i
bastoni sulla svendita dello stadio e delle aree circostanti.

Terza fase:
La Giunta Comunale, per farsi salvatrice delle patria e per mettersi in
buona luce su chi vuole salvare il futuro calcistico a San Benedetto
nell’intento di assicurarsi più consensi possibili alle prossime elezioni
comunali, si fa portavoce per una ipotetica trattativa con imprenditori
edili locali e con la scusa del naufragio della Samb si apre un’asta
squallida tra gli ipotetici compratori e la Giunta, non per assicurare un
futuro alla squadra, ma per tutto ciò che gira intorno ad essa.

Il risultato finale quindi sarà il peggiore possibile:
La Sambenedettese Calcio sarà in mano a delle persone che avranno
interessi tutt’altro che calcistici perché impegnati ad investire sull’edilizia
che ormai a San Benedetto è diventata l’attività principale per chi vuole
speculare sulla popolazione perché molto redditizia.

I costruttori locali per contropartita alla patata bollente Samb avranno
carta bianca sull’area Brancadoro e sull’edificazione selvaggia
speculatrice e quando avranno finito di “riempire il sacco? fuggiranno,
come un buon ladro sa fare, dall’esperienza calcistica (vedi
Venturato).

Credo che ormai la grande macchina raggiratrice si sia messa in moto e
penso che l’unica soluzione per fermare tutto ciò sia anticipare queste
mosse rendendole di dominio pubblico cioè spiegando a tutti coloro che
sono interessati al futuro di San Benedetto e della propria squadra che
devono stare attenti a non cadere nell’inganno che non si potranno aver
delle soluzioni senza perdere qualcosa di importante e cioè il
territorio.

Tutte le opere pubbliche devono rimanere tali e bisogna lottare per
averne sempre di più e tutti quei servizi che ancora mancano a San
Benedetto non potranno essere messi all’asta solo per promesse di
privati che avranno solo scopo di lucro.

Non sta a me dire o proporre cosa si debba fare dell’area Brancadoro
anche se in mente l’ ho ben chiaro, so solo che il futuro di San Benedetto
non si deve nascondere dietro a false illusioni di ampliamento goliardico
come se dovessimo inseguire una nuova babele che in questo caso
sarebbe orizzontale e che porterebbe ad una vita che per fortuna San
Benedetto ancora non conosce e se è vero che la principale attività della
cittadina è il turismo perché non chiedersi come mai la maggioranza dei
turisti che invadono il nostro territorio arriva dalle grandi città e non
chiedono arrivati a San Benedetto di ritrovare la stessa situazione che
vivono tutti i santi giorni.

Basta con il concetto che i turisti decidono di venire a San Benedetto
perché è bella e basta con il concetto che dobbiamo garantire immagine
come se dovessimo presentare un prodotto in televisione e basta ad
inseguire mode che spesso cambiano velocemente e portano solo
stabilità precaria che ci fa stare sempre con la paura che prima o poi
passerà.

Se si arriva a sensibilizzare le persone su questi temi credo che sarà la
popolazione a far si che chi li rappresenterà in futuro saranno coloro che
concentreranno gli investimenti sui servizi per la collettività intenti a
migliorare la qualità della vita dei sambenedettesi e così si avrà anche un
importantissimo investimento turistico perché una persona in vacanza a
San Benedetto cerca un concentrato di qualità da spendere tutto l’anno
nei posti dove vive perchè spesso di fronte alle spietate leggi di mercato
e consumismo troverà mille cose esposte in vetrina ma non troverà,
anche se volesse, in vendita una buona qualità di vita.

Francesco Felicetti

Grazie Francesco per la tua e-mail molto attenta e critica!

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