Riporto qui sotto l’editoriale e l’articolo a proposito del “caso Cosenza” apparsi in data odierna sul sito tuttalac.it:

“Il Cosenza rimane senza fiato. La società calabrese attende di conoscere le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto al Cosenza, a quello stesso Cosenza di dodici mesi fa, l’affiliazione alla FIGC. Così almeno pare. Perché la FIGC sostiene il contrario. Non basta infatti la sentenza che si rivela ambigua: il tutto sta nel leggere le motivazioni, della sentenza del giudice,solo allora si capirà il Cosenza dove verrà collocato. Se in C1, in C2 o dove.

La vicenda parte lo scorso anno quando, dopo l’arresto del presidente Pagliuso a marzo, Cosenza cominciò a precipitare sul piano sportivo (retrocessione sul campo) e societario. A prendere le redini del club fu Mazzotta, che inoltrò la domanda di ripescaggio in B. Questa naturalmente fu respinta dalla Covisoc che dichiarò il Cosenza squadra non ammessa al campionato di appartenenza per un bilancio non a posto. Quando però fu ripescata la Fiorentina in luogo della squadra di Cosenza – che nel frattempo era ripartita con una nuova società e aveva presentato un sacrosanto ricorso al TAR – la città insorse ribellandosi all’ingiustizia.

Dopo dodici mesi di sofferenza in serie D – dove la nuova squadra non è riuscita neanche a raggiungere i play-off nonostante una miriade di tecnici, giocatori, presidenti e dirigenti cambiati – ecco che al Cosenza viene riconosciuta, forse, l’affiliazione.

Adesso ci prepariamo a nuovi colpi di scena, nel senso che Cosenza reclama a gran voce un posto in C1 o in C2. Se la FIGC dovesse dire no, probabilmente andrebbe incontro a provvedimenti penali. Sempre che le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato siano interpretabili in favore del Cosenza e di quanto la vecchia società (ma anche la nuova, con padre Fedele Bisceglia eretto a capopopolo) chiedono a gran voce.

COSENZA – Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitarlo ad intervenire con i presidenti della Figc e della Lega per la vicenda del Cosenza calcio 1914.

Corbelli, che fin dal primo momento si è schierato al fianco dell’ex presidente Paolo Fabiano Pagluso e della squadra cittadina, ricorda al premier come “Cosenza è stata penalizzata, discriminata e umiliata dal presidente Carraro che, con un incomprensibile accanimento, vuole cancellarla dal panorama calcistico nazionale dopo oltre 90 anni di storia umile e gloriosa. Basta una sua telefonata a Carraro per far ottenere giustizia al Cosenza, con la riammissione in C1, così come ha decretato il campo lo scorso anno e come hanno stabilito le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato”.

Nel frattempo, arriva un comunicato della Federazione che puntializza il caso.

La FIGC, a seguito di inesatte interpretazioni riportate da alcuni organi di informazione in merito alla pronuncia del Consiglio di Stato sulla vicenda del Cosenza Calcio, ritiene opportuno precisare che:

– il Consiglio di Stato, con la decisione del 2 luglio 2004 e pubblicata nel solo dispositivo, ha definitivamente respinto i ricorsi presentati dalla società Cosenza Calcio 1914 aventi ad oggetto — il primo – la mancata iscrizione della società al campionato di Serie B a seguito dell’allargamento a 24 squadre, – il secondo – il diniego di ammissione della società al Campionato di Serie C1.

– Il Consiglio di Stato ha dunque riconosciuto la legittimità delle delibere impugnate dalla società Cosenza ed ha affermato in via definitiva la correttezza dell’operato della FIGC sia quanto alla mancata iscrizione del Cosenza in serie B, sia in relazione alla sua non ammissione alla Serie C1.

– La decisione del Consiglio di Stato, essendosi pronunciata anche sul merito della impugnative del Cosenza — a differenza del TAR del Lazio che si era limitato a dichiararne l’inammissibilità — sancisce la piena legittimità dei provvedimenti posti in essere dalla federazione nell’esercizio dei suoi poteri.

– Il Consiglio di Stato ha infine confermato la sentenza di primo grado nella parte in cui aveva annullato per un aspetto meramente formale il provvedimento di decadenza dall’affiliazione adottato dal1a FIGC a seguito dell’inattività del Cosenza nella stagione sportiva 2003-2004.

– La FIGC pur avendo impugnato la sentenza del TAR su questo punto, ha comunque già da tempo ovviato al vizio procedimentale riscontrato dai primi giudici, dando comunicazione alla società dell’avvio del procedimento di decadenza”.

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