Lo spettacolo teatrale “E piove in petto una dolcezza inquieta?, interpretato da Vincenzo di Bonaventura, è un recital in cui si racconta il percorso della vita di Eugenio Montale in tre città: Genova, Firenze e Milano. La rappresentazione è suddivisa in tre voci: la voce del poeta, la voce della cronaca e la voce dell’interprete.

Il recital parte dal periodo genovese, in cui si colloca la prima raccolta “Ossi di seppia?, pubblicata nel 1925; passa poi al periodo fiorentino con la seconda raccolta “Le occasioni? pubblicata nel 1939, la terza raccolta “La bufera e altro? e la quarta raccolta “Xenia e Satura?; infine si tratteggeranno gli ultimi componimenti del poeta, “Quaderno in quattro anni? del 1977 e “Altri versi? del 1981.

La poesia di Montale nasce dalla coscienza del male di vivere, dell’inadattamento alla realtà della quale il poeta si sente tuttavia partecipe e testimone. I diversi aspetti della realtà vengono da lui manifestati nella sua prima raccolta di versi, “Ossi di Seppia?. E sempre in “Ossi di Seppia?, Montale sottopone la parola ad una sorta di erosione critica in cui i termini stessi risultano aridi. Scrive lo stesso Montale “La poesia differisce dalla prosa perché essa non rimanda ad altro che a sé medesima; non può essere spiegata che nel proprio ambito. La poesia è una macchina fatta di parole. Le parole e le connesse immagini devono essere studiate nelle loro combinazioni, rifiutano di estrapolarne i poetici contenuti?.

Quello che ci aspetta, è quindi uno spettacolo dai contenuti attuali, come lo è lo stesso Montale; la performance è realizzata da Vincenzo di Bonaventura del Teatr-Laboratorium Aikot – 27. Per informazioni rivolgersi all’Ufficio Cultura del Comune di S. Benedetto, tel. 0735.794460.

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